archITech King's Cross Station London

Published on marzo 26th, 2014 | by Simona Mizzoni

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King’s Cross Station – Londra

Oltre che per il binario 9 e ¾ dal quale parte l’Hogwarts Express, la stazione di King’s Cross a Londra è famosa anche per il progetto di ampliamento firmato dallo studio inglese John McAslan + Partners.

Devo ammettere che inizialmente la fila di turisti in attesa del loro turno per farsi fotografare con sciarpa originale di Harry Potter mi ha un po’ incuriosita e distratta, soprattutto per la gag della sciarpa saggiamente tenuta in aria dai due “business men” per simulare la corsa con trolley bagagli contro il muro, per la modica cifra di 8£.

Ma basta alzare lo sguardo per rendersi conto che il nuovo atrio della stazione ha ben altro da offrire.

King's Cross Station London

La stazione di King’s Cross fa parte di un imponente schema di rigenerazione urbana in corso nell’area circostante: una rigenerazione infrastrutturale, commerciale e sociale. È tra le più grandi e “trafficate” stazioni di Londra: 6 differenti linee metro, treni nazionali e internazionali, l’adiacente stazione di St. Pancras, per un totale di 50 milioni di passeggeri in transito all’anno.

Il progetto si basa su tre temi: il riuso dell’ala binari, il restauro della facciata del listed building di Cubitt (tra gli edifici sottoposti a tutela) e la costruzione del nuovo atrio, ovviamente il fulcro dell’intero progetto.

Chiamato Western Concourse, l’atrio ha pianta semicircolare e copertura a volta alta 20 metri e lunga 150, copre interamente l’ala occidentale, regalando alla stazione l’entrata nel Guinness delle stazioni con coperture a singola campata più grandi d’Europa.

King's Cross Station London King's Cross Station London King's Cross Station London

In questo caso la volta non è solo una copertura tra l’edificio vittoriano della stazione e l’ingresso alla metro, quanto piuttosto una vera e propria opera scultorea di ingegneria contemporanea: un reticolo bianco geometricamente perfetto e attraversato da luce naturale, alla cui estremità si sviluppa sinuoso un volume morfologicamente fluido, che racchiude negozi ristoranti e spazi di attesa.

Il viaggiatore occasionale riesce decisamente a dimenticarsi del resto, e a perdersi in scorci incredibili.

Ma tutto questo varrà davvero i 547 milioni di £ spesi? Ai posteri l’ardua sentenza.

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[archITech_9#202]

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About the Author

Simona Mizzoni

Simona, anni 32, architetto fulltime e fotografa a tempo perso. Nel 2008 ho scritto un saggio in estetica dell'architettura intitolato "Il peso come pensiero. Gravità e Architettura", attualmente disponibile presso il Politecnico di Bari, Fondo F.Moschini, Archivio AAM per le Arti le Scienze e l'Architettura. Ho scritto articoli per riviste d'architettura, ho fatto foto per vari cantanti, collaboro dal 2009 con la compagnia teatrale "Voci nel Deserto" per la quale faccio foto di scena e backstage.Le mie foto sono state pubblicate sul Corriere della Sera, La Repubblica, Left, L'Espresso, Metro Roma e infine un port-folio su Fotografare.



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