social amor

Published on novembre 14th, 2013 | by Francesca Proietto

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Vogliamo le stesse cose

Vogliamo le stesse cose, ma vediamo la realtà in maniera diversa, e allora come si riesce a passare tutta la vita con una persona sola? E perché non ci si riesce più?

I miei nonni si sono conosciuti ad una festa subito dopo la guerra: due adolescenti ingenui e vitali. Dopo due anni di passeggiate e chiacchierate si sono sposati; subito dopo le nozze, mio nonno è emigrato da solo in cerca di fortuna: Venezuela, poi Svizzera. Quando torna, costruiscono una casa più grande, nascono 4 figli e si ha il giusto per sopravvivere. Non si sono mai traditi, né quando erano vicini, né quando mio nonno muore a 47 anni. Mia nonna non si è mai trovata un nuovo compagno, né l’ha mai cercato: un amore puro, semplice, fatto di difficoltà e problemi, resi superabili dalla fiducia reciproca e dal pensare che domani sarà un giorno migliore se si sta insieme.

Quando mia nonna mi raccontava del loro amore, lo ha sempre fatto con la consapevolezza che fosse quello l’uomo della sua vita, senza dubbi e ripensamenti, dalla prima volta che lo aveva visto.

Ma come si fa? Molti di noi hanno nelle loro storie famigliari matrimoni longevi; magari non tutti veri o sinceri. In quegli anni esistevano i matrimoni sociali, la fuitina. Le passioni nascevano improvvise come risposta alla paura della guerra e della morte: tutto era  amplificato. Le persone, però, erano meno colte e molto più soggette alle costrizioni sociali: eppure le coppie riuscivano a stare insieme anche per tutta la vita.

Sia chiaro: non tutti erano felici e realizzati, eppure il gioco dei ruoli ha gestito per millenni questa eterna dicotomia tra uomini e donne. Il matrimonio ha regolato per secoli questa lotta: il marito cacciatore si prende cura del sostentamento della famiglia, e la moglie preda a casa a prendersi cura del resto. Tutto scritto nero su bianco e sancito dalla legge: tradimento compreso!

Ma l’amore non dovrebbe essere conflitto, dovrebbe essere per definizione condivisione.

Hegel sosteneva che “l’amore può aver luogo solo nel porsi dinanzi ad un nostro eguale, dinanzi allo specchio e all’eco della nostra essenza.”

La cosiddetta intelligenza emotiva ha cercato di  rivoluzionare questo rapporto ancestrale dichiarandoci tutti diversi ma in grado di comunicare emotivamente tra noi. L’amore allora è negoziazione? Bisogna prendere coscienza di se stessi, conoscere ed ascoltare l’altro, rispettare il suo pensiero e cercare di mediarlo con il nostro. Sono nate nuove variabili nel rapporto di coppia: non ci si deve solo sostenere, ci si deve capire; dobbiamo essere complici ed amanti.

Noi, nelle nostre relazioni, siamo molto più aperti dei nostri nonni, abbiamo sperimentato altre forme di rapporto di coppia, abbiamo avuto più partners e rivendichiamo, indipendentemente dal sesso, il diritto a sperimentare e a provare prima di scegliere: ma improvvisamente non ci fidiamo più… se non di quello che amiamo!

Perché l’amore, si può raccontare, analizzare, vivere, ma non si può definire: resterà sempre la cosa più affascinante, tossica e rigenerativa che possiamo cercare.

Forse davvero l’amore è solo un quesito a cui ognuno dà una risposta, sperando solo di trovare qualcuno o qualcosa che ci faccia porre la domanda giusta.

 

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About the Author

Francesca Proietto

Francesca 33 anni romana d’adozione. Di me dicono che parlo tanto e che ho sempre la risposta pronta. Dopo la laurea in Scienze Politico Internazionali, ho capito che la Diplomazia non era il mio forte e mi sono creata il mio piccolo regno lavorativo. Sono una freelance: la mia specializzazione dovrebbe essere il cambiamento (sulla carta sarei un Change Manager), di fatto mi pagano per parlare a del personale annoiato e per trovare soluzioni! Curiosa per noia patologica, vorrei sapere di tutto un po’, ma la mia maleducazione tecnologica, mi rende ancora dipendente dai cari e vecchi libri. Adoro fermarmi a guardare il mondo che si muove intorno a me e di questo cercherò di parlarvi.



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