eco san teodoro liberato

Published on novembre 11th, 2013 | by Mirko Maccaronello

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Urbanistica e Decrescita _pt. 3

L’esperienza del San Teodoro Liberato

Il Campo San Teodoro Liberato si trova a Librino, quartiere in maggioranza ad edilizia popolare nella periferia sud di Catania, a ridosso della zona industriale e dell’aeroporto. Il progetto è nato dalla mano dell’architetto giapponese Kenzo Tange, vincitore nel 1987 del premio Pritzker, il maggior riconoscimento a livello mondiale per l’architettura, di certo meritato non per questo.

L’assenza totale di collegamenti tra abitazioni e spazi collettivi e il mancato completamento del progetto e delle numerose varianti hanno reso impossibile la nascita di una reale identità dei luoghi, caratteristica fondamentale dei quartieri popolari, trasformando la “città satellite” in un “quartiere dormitorio”. L’assenza di servizi ricreativi, culturali e sportivi, il degrado urbano ed edilizio e la presenza capillare della malavita organizzata rappresentano l’ambiente in cui crescono i bambini, gli esempi che li formano e i linguaggi che apprendono.

In questo contesto il 23 settembre 1995 è nato lo Spazio Autogestito di Aggregazione Sociale “Iqbal Masih”, in memoria del giovane lavoratore pakistano assassinato il 16 aprile dello stesso anno dalla mafia del suo paese. Il Centro ha scelto di lavorare al margine estremo della città, non soltanto geograficamente, ma soprattutto per la mancanza di opportunità, lo svuotamento dei diritti e il sentimento di esclusione che si vive in questo “non luogo”. Il Centro “ha deciso di lavorare prevalentemente con i minori perché è su di loro che pesa più questa condizione di esclusione, poiché per essi è ancora più difficile rivendicare i propri diritti, farsi sentire e ribellarsi. È per questo che si è voluto intitolare il Centro ad Iqbal Masih, un luogo dedicato a chi ha lottato, fino ad essere ucciso, per affermare il diritto ad una vita dignitosa per tutti e in primo luogo per i bambini”.

Nel Gennaio 2006 in quelle mura è nata la società sportiva dilettante “I Briganti Rugby Librino” con  l’obiettivo di promuovere lo spirito del rugby, quello della condivisione, dello stare sempre vicini e di sostenere il proprio compagno nei momenti di grande difficoltà, con la speranza che attraverso queste regole i ragazzi di Librino possano imparare qualcosa che gli servirà un giorno anche fuori dal campo. Sono innamorati della figura dei briganti che si sono ribellati ai piemontesi, come i “Briganti” che allenano, che vogliono venire fuori come persone e liberarsi dalla visione che tutta la città ha de quartiere.

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A poche centinaia di metri dal Centro c’è il Campo San Teodoro, struttura composta da due palestre ed un campo da rugby, costata circa 10 milioni di euro, realizzata con un finanziamento per le Universiadi del 1997, mai utilizzata e mai completata.

Il 25 aprile 2012 il Comitato Cittadino Campo San Teodoro, composto in prevalenza da queste due realtà, matura la convinzione che sia giunto il momento di intervenire esclusivamente con le proprie forze, credendo sia un dovere civico muoversi in prima persona scavalcando chi avrebbe l’obbligo della gestione ed invece lascia nel più completo degrado il patrimonio pubblico della città.

Il Comitato tiene a rimarcare l’azione di liberazione, e non occupazione nel senso classico del termine, perché l’intento è quello di liberare letteralmente una struttura e tutte le sue enormi potenzialità da anni di colpevole abbandono, incuria e menefreghismo della cosa pubblica. Si vuole liberare la forza educativa e formativa che ha una struttura sportiva come il San Teodoro, in un quartiere che viene definito “a rischio”. Dicono che questa struttura non debba appartenere esclusivamente a nessuno ma debba essere di tutti, in primo luogo dei ragazzi per cui è stata costruita e dei cittadini che l’hanno pagata.

Da quel giorno il Comitato ha realizzato lavori di messa in sicurezza della struttura; organizzato laboratori didattici per bambini e attività sportive, tra cui il Torneo Nazionale “Coppa Iqbal Masih” che nell’aprile del 2013, alla sua settima edizione, ha contato la partecipazione di 500 piccoli rugbisti; programmato attività aperte all’intera cittadinanza, come iniziative culturali, musicali, politiche e sociali tra cui il progetto di orti urbani.

L’esperienza del Campo San Teodoro Liberato si pone quindi come alternativa reale che possa inglobare al suo interno la difesa degli spazi pubblici e dei “beni comuni”, una gestione democratica basata sulla partecipazione popolare, lo sport come mezzo di aggregazione sociale contro degrado ed emarginazione nelle periferie urbane, l’economia locale cooperativa e solidale e la sovranità alimentare, un nuovo paradigma di produzione, distribuzione, consumo e smaltimento delle risorse, tutti esempi di alternative reali contro l’attuale sistema socio-economico globalizzato.

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About the Author

Mirko Maccaronello

Nato a Catania ventordici anni fa, dove nel 2013 si laurea in Ingegneria Edile-Architettura con una tesi in Tecnica Urbanistica ma sogna di fare il contadino. Non va d'amore e d'accordo con i suoi colleghi professionisti preferendo decisamente la natura selvaggia ed i paesaggi incontaminati alle grandi metropoli e alle torri di cemento. Crede che l'unico modo per cui valga veramente la pena spendere un euro sia viaggiare, avendo anche trascorso durante la sua carriera universitaria due anni all'estero, in Spagna ed in Argentina. È al momento disoccupato ma riempie le sue giornate con attività di volontariato e militanza presso gli spazi occupati del Centro Iqbal Masih e del Campo San Teodoro Liberato a Librino, quartiere popolare alla periferia della sua città.



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