archITech TreeIT

Published on dicembre 17th, 2013 | by Rosamaria Faralli

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TreeIT, un percorso interattivo per la riqualificazione del Lago di Vico

“L’installazione interattiva TreeIT di nITro group ha dimostrato che ogni individuo è in grado di produrre cambiamento sul suo ambiente, come la singola parte di un sistema modifica l’intero sistema. La sequenza alberospento-passante-alberoacceso è un esempio costruito della relazione uomo-ambiente, di come l’uomo agisca sul suo habitat in termine di informazione e trasformazione. Tutti noi siamo ormai consapevoli del fatto che, attività umana ed equilibrio ambientale siano strettamente connessi secondo meccanismi di azione e retroazione; forse però non sappiamo ancora che questa relazione non è immodificabile e data una volta per tutte, ma si può e si deve progettare.” (Giovanna Saracino)

In una splendida riserva naturale, in provincia di Viterbo, è situato il Lago di Vico.

“Si narra che Ercole, volendo mettere alla prova la forza degli abitanti locali, conficcò la sua clava nel terreno e sfidò i presenti ad estrarla: ovviamente nessuno ci riuscì ed il dio, fiero della sua forza, la divelse con uno strattone e, dalla voragine, scaturì una sorgente d’acqua che formò il lago.” Naturalmente è solo una legenda, il Lago di Vico in realtà è un lago di origine Vulcanica.

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Qualche anno fa, l’associazione ambientalista Legambiente ha effettuato analisi su campioni d’acqua del lago che “hanno rivelato tracce significative di arsenico, su valori che comportano anche la non potabilita’ diretta dell’acqua. Si conferma dunque un quadro allarmante, considerato che le analisi effettuate da Legambiente, presso un laboratorio specializzato, seguono quelle negative gia’ svolte sia in altri punti sulle acque che nei sedimenti del lago. L’evidenza di questi dati deve mettere fine ad una grave sottovalutazione del problema: e’ irrinunciabile dare avvio in tempi rapidi ad un efficace intervento di bonifica del sito militare che nella meta’ degli anni Venti ha ospitato un laboratorio di progettazione e assemblaggio di armi chimiche” (Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio)

Il laboratorio in questione è quello che viene chiamato “Chemical city”, una vera e propria città militare sotterranea di oltre 20 ettari, uno dei più importanti bunker fascisti di produzione di armi chimiche per la seconda guerra mondiale (iprite mescolata ad arsenico, fosgene, admsite). Un magazzino di materiali nucleari, batteriologici e chimici (da cui deriva l’acronimo “centro NBC”) rimasto nell’ombra fino al 1996 quando, durante la prima operazione di bonifica, condotta in assoluto segreto, un ciclista venne investito da una nube tossica fuoriuscita dal centro chimico rendendo chiaro a tutta la popolazione, ignara fino a quel momento, dell’effettiva pericolosità della zona. Il centro NBC ancora oggi occupa un’area di circa 26 ha ed è caratterizzato da una flora altamente alterata a causa dei veleni chimici presenti nel suolo.

L’Architetto Dario Pompei, ha sviluppato come Tesi di Laurea con il prof. Antonino Saggio, un progetto di riqualificazione di quest’area dal nome [R.E.]Park/Nuove Identità. Il progetto prevede, in primo luogo, la bonifica del materiale militare e la rimozione della vegetazione spontanea superficiale. Successivamente avvia un processo di piantumazione di essenze arboree capaci di purificare il terreno dai veleni presenti negli strati più profondi, creando così un processo di disinquinamento e bonifica dell’area attraverso la Fitorimediazione, una tecnologia innovativa ed ecosostenibile. La selezione delle tipologie vegetali da utilizzare dipende dalla profondità di penetrazione degli agenti contaminanti del suolo. In questo modo si mette in pratica una decontaminazione non invasiva, conveniente e applicabile su ampie superfici che richiede minori costi di manutenzione e recupero del sito.

Migliorando la falda, consequenzialmente si vanno a purificare anche le acque del lago.

Realizzando, così, un parco che verrà restituito alla popolazione e ai turisti della Riserva naturale al posto dell’area invarcabile di demanio militare.

Il progetto prevede poi, la realizzazione in loco, di una lunga passerella in legno che consentirà di attraversare l’intero parco, in quota tra i rami degli alberi. La scelta del legno non è una scelta casuale. Questo infatti, è un materiale leggero, rigenerabile, biodegradabile e riciclabile. Inoltre è una fonte di energia rinnovabile in quanto prodotto dalla fotosintesi, praticamente un concentrato di energia solare. La sua combustione, rispetto ad altri materiali, non produce C02 e non contribuisce all’aggravarsi dell’effetto serra. Questo materiale ha il pregio di poter essere lavorato direttamente dove viene prodotto senza creare problemi di trasporto e immagazzinamento. Lo scarto delle lavorazioni può, poi, essere utilizzato per produrre energia termica ed elettrica.

TreeIT

Partendo da un padiglione di accesso ipogeo si attraversa, così, un percorso didattico che illustra la centralità del suolo (terra, microbi, radici, vita animale e vegetale) per poi risalire in quota fino a divenire soprelevato consentendo al visitatore di ammirare da vicino il mondo vegetale e animale del parco senza contaminarlo. Questo percorso crea un collegamento tra la quota alta della falda vulcanica e la quota bassa del bacino del lago dove il turista può svolgere molteplici attività come la fitoterapia, il trekking, il camping ecc.

Il nuovo parco, inoltre, sarà soggetto a continue monitorizzazioni e manutenzioni che daranno valore aggiunto al progetto di paesaggio.

È così, quindi, che per il lago di Vico non si può parlare di emergenza da risolvere ma di emergenza per la quale attivarsi. Infatti, in questo momento di crisi economica, in cui le amministrazioni non sono in grado di finanziare il progetto [R.E.]Park/Nuove Identità, l’intento è quello di attivare un processo di crowdfunding, per rendere possibile la riqualificazione dell’area, attraverso la partecipazione attiva di tutta la popolazione interessata.

Ed è per questo motivo che Il 6, 7 e 8 Dicembre, nella città di Ronciglione, dove si è svolto il Cubo festival, “il gruppo nITro è sceso letteralmente in piazza con un atto pubblico: quindi politico, quindi sociale.” (Antonino Saggio)

In questa occasione, infatti, il gruppo nITro, di cui faccio parte, in collaborazione con deltastudio & The Fab Hub, ha realizzato TreeIT, un’installazione “metafora” che ambiva alla partecipazione della popolazione, unico modo per trasformare questa crisi del territorio in una vera risorsa.

L’installazione a Piazza degli Angeli, nell’antico Borgo di Ronciglione, era costituita da una rampa-passerella in legno che si diramava nello spazio richiamando la passerella del [R.E.]Park. Lungo il percorso erano stati istallati ben 120 tubi luminosi a led collegati ad una scheda Arduino capaci di illuminarsi al passaggio delle persone grazie all’utilizzo di sensori ad infrarossi. L’installazione voleva simboleggiare la fitorimediazione che può attivarsi solo attraverso la partecipazione di tutti.

“Questi alberi sono muti, senza la volontà pubblica, ma si accendono quando questa volontà è presente” (Antonino Saggio)

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About the Author

Rosamaria Faralli

Nasce a Napoli nel 1984, si laurea in Architettura UE presso l'Università di Roma "La Sapienza", nel Marzo 2012, e ha frequentato corsi di modellazione e rendering avanzato all'università privata "Quasar" di Roma. Inoltre, nel 2009, ha partecipato alla "Roma Summer School on Urban Design" . Da maggio 2012 entra a far parte di nITro group (New Information Technology Research Office) prendendo parte a varie iniziative come il " SicilyLab"; la rivista online di architettura “On/Off Magazine” (http://onnoffmagazine.com) e ad altre iniziative ancora in fase di costruzione. (http://nitrosaggio.com) Sempre nel 2012 ha frequentato il corso di "coordinatore della sicurezza sui cantieri" presso la facoltà di Ingegneria de "la Sapienza". Attualmente collabora con lo studio di architettura e urbanistica “Coffice”. Coltiva autonomamente la sua passione per la fotografia che l'ha portata ad esporre in vari locali di Roma, a collaborare con la società "il milione" per la realizzazione di applicazioni per cellulari riguardanti guide turistiche di Roma e a collaborare con la rivista online "L'infiltrato".



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