written Stranger_in_a_strange_Land

Published on luglio 11th, 2013 | by Luca Colafrancesco

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C’era una volta un marziano….

“I capolavori sono quei libri in grado di cambiarti la vita”; lo disse un mio professore diversi anni fa e, a distanza di tempo – il tempo: “l’unico strumento utile per giudicare una massima” – ritengo questa una delle migliori definizioni possibili. Faccio questa premessa perché il libro che voglio consigliarvi è un capolavoro e, come tutti i capolavori, porta dentro di sé un’onda rivoluzionaria più o meno individuale che prende a calci quasi tutti i dettami morali dell’epoca in cui è scritto, e che è in grado di spingersi oltre e mantenere lucidità anche mentre ridicolizza cose di gran lunga più pericolose della morale: i tabù.

Straniero in terra straniera è, a modo suo, una storia semplice, tratta di un terrestre allevato dai marziani e poi tornato tra gli uomini a cercare di capire la loro cultura che, in qualche modo, è anche la sua. Il titolo è una citazione dalla Bibbia di Re Giacomo: Mosè fugge dall’ Egitto, dove ha vissuto per tutta la sua vita, poiché il Faraone apprende che ha ucciso un egiziano che stava battendo un ebreo. Esodo 2:22: «… I have been “a stranger in a strange land”.»

Stranger in a strange land, questo è il titolo originale e come Mosè il nostro protagonista si ritroverà ad essere l’unico legame possibile tra i due mondi. Basta poi aprire il libro e ci si trova di fronte il primo ossimoro stilistico: titolo biblico, incipit favolistico «C’era una volta un marziano di nome Valentine Michael Smith…» come a fare il verso alla prima forma didattica che ci tocca ascoltare da bambini, il primo strumento in grado di fornirci regole morali, imprinting che, in un modo o nell’ altro, saranno con noi per tutta la vita.

Poi di nuovo cambia, con uno stile asciutto, in alcuni tratti giornalistico, si dilunga in funzionali descrizioni realistiche che cozzano con altri capitoli del libro di natura quasi mistica. In realtà l’ossimoro è solo apparente, presto si capisce che il misticismo marziano è qualcosa di veramente tangibile e che, la teologia marziana, non passa attraverso i misteri ma tramite rivelazioni quasi scientifiche. Il motto del libro diventa la frase «Tu sei Dio» espressione quasi spinoziana rivolta ad ogni essere vivente che si para dinanzi ai suoi occhi e la preghiera più usata è il sesso libero con ogni persona che riesca a grokare …se volete sapere che cosa vuol dire il verbo to grok leggete il libro non voglio spoiler-are troppo  ma sappiate che questa parola, inventata dall’ autore, è ormai ufficialmente entrata nel dizionario Oxford di Inglese.

Heinlein è riuscito nella difficilissima impresa di scrivere uno di quei romanzi stranieri, non mi riferisco a romanzi che vengono da un paese diverso dal nostro, con questo termine sottolineato volevo riferirmi a tutte quelle storie che parlano dell’uomo con umiltà disumana e disumana saggezza, a tutte quelle storie che assurgono a esperienze didattiche immortali sulla nostra natura: mi riferisco a Dostoevskij a Tolstoj, a I Miserabili  di Hugo, ad Omero ma anche a  Il libro della giungla,  Il signore delle mosche,  la Comédie humaine di Balzac e molti altri.

Mi riferisco ai veri stranieri: quegli scrittori che hanno saputo vedere la società sciogliendosi prima dalle catene che li avevano generati, mi riferisco a coloro che non hanno giudicato ma ci hanno costretti a giudicare aprendoci gli occhi, riuscendo a mostrandoci l’assurdo che ci circonda nel modo più semplice ma allo stesso tempo così complicato: descrivendolo. Per un ateo come me sono loro i veri profeti, ogni evoluzione e rivoluzione possibile è avvenuta e avverrà grazie al loro spirito.
Robert A. Henlein è uno di questi marziani, scrive il libro negli anni cinquanta ma non lo pubblica fino al 1961 con decine e decine di tagli perché molte pagine erano inaccettabili per la società puritana del tempo sono comunque accettate da buona parte del’America. Pochi anni dopo il libro influenza la cultura sessantottina e, si dice, anche la mente malata di Charles Manson… cose che capitano anche alle migliori intenzioni.

Sperando che v’ispiri sesso e tatuaggi invece che stragi religiose vi auguro una buona lettura.

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About the Author

Luca Colafrancesco

Luca Colafrancesco nasce a Sora nel 1984, giusto 755 anni prima la città era stata distrutta e poi ricostruita da Federico II di Svevia. Stranamente Luca non trova macerie. Sopravvissuto in modo così spericolato a una tragedia postuma ora fa l'animatore, scrive cose, vede gente e, soprattutto, alleva Jack Russell.



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