social smart city

Published on dicembre 9th, 2013 | by Rosamaria Faralli

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Smart City, città dell’intelligenza per Smart People

Smart City … Uno spazio urbano, ben diretto da una politica lungimirante, che affronta la sfida che la globalizzazione e la crisi economica pongono in termini di competitività e di sviluppo sostenibile con un’attenzione particolare alla coesione sociale, alla diffusione e disponibilità della conoscenza, alla creatività, alla libertà e mobilità effettivamente fruibile, alla qualità dell’ambiente naturale e culturale.” (Forum PA  al centro dell’innovazione)

Tanti sono i criteri per cui una città può essere definita “Smart”. Le parole chiave di questo nuovo oggetto di indagine sono : mobilità, informazione, dinamicità, partecipazione, sicurezza, buon governo, risparmio energetico, opportunità economiche, rifiuti.  L’Unione Europea ha stanziato 655,5 milioni di euro a sostegno delle smart cities, con il fine di stimolare lo sviluppo di tecnologie intelligenti nelle città.

Le città contemporanee, infatti, risultano congestionate e necessitano di nuovi modelli di trasporto pubblico (ad esempio, sharing dei mezzi), ma anche nuovi modelli che consentano il “non spostamento” fisico, potendo così svolgere alcune attività (shopping, riunioni, burocrazia ecc.) direttamente dalle proprie abitazioni.

Occorre sfruttare le moderne tecnologie per generare energia pulita, per smaltire rifiuti garantendo la salvaguardia dell’ambiente, ma anche per creare nuove forme di partecipazione.

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La crescita dimensionale delle città rischia di cancellare i punti d’incontro che generano una coesione sociale, ma anche una diffusione di idee e cultura. Il grande sviluppo dei social network, oggi, ha permesso di creare luoghi d’incontro nel ciberspazio, riducendo le distanze tra le persone, ma il vero traguardo è quello di generare strumenti partecipativi che creino un dialogo diretto tra i cittadini e le parti politiche delle città. Occorre lavorare, quindi, ad un nuovo modo di monitorare e gestire il territorio e le dinamiche del suo sviluppo.

Smart city indica quindi una città intelligente, a misura d’uomo nonostante le dimensioni fisiche. Gli architetti in quest’ottica sono chiamati a rivalutare i canoni che fino ad oggi hanno “globalizzato l’architettura” e a scendere di scala, partendo dal basso, dalle singole realtà, dai singoli problemi, dai punti di “crisi” dei territori, dalla storia e dalla cultura di ogni luogo. Tutte quelle cose, in sostanza, che rendono diversa, unica, una città rispetto ad un’altra.

Ma per creare delle Smart City, occorrono principalmente Smart People. La parola tecnologia, infatti, non è sinonimo di intelligenza, ma è solo un mezzo che l’uomo deve saper gestire in maniera intelligente.

smart cityAncora oggi il 37% degli italiani non ha mai usato internet e troppi, invece, ne fanno un uso sbagliato, utilizzando questo mezzo esclusivamente come un luogo di intrattenimento. Il divario tra chi è digitale e chi non lo è sta diventando sempre più netto, a tal punto da creare grossi scompensi nell’economia del nostro Paese. L’essere “non digitale”, infatti, si traduce in un’esclusione di queste persone dal mondo del lavoro. Le nostre aziende in questo modo diventano sempre meno competitive con quelle che nascono dalla rete, segnando la fine della nostra tradizione artigianale, sinonimo di quella qualità “Made in Italy” che invece occorre preservare attraverso una modernizzazione del sistema produttivo.

Il mondo del web si sta ingrandendo a vista d’occhio, generando mille possibilità che prima erano impensabili. C’è chi condivide una stanza affittandola a chi viaggia, chi fa l’autostop su internet per dividere le spese di viaggio, chi regala cose usate, chi realizza oggetti con stampanti 3d. Tutto questo on-line. Una delle attività più interessanti è il “crowdfunding”. Alcuni (spero pochi) si staranno chiedendo cosa significa. Beh, è semplice: “crowd” vuol dire “folla”, mentre “funding” vuol dire “finanziamento”. Chiunque abbia un progetto da realizzare, ma nessun finanziamento da parte delle banche, lo può mettere on-line, raccontarlo e chiedere alle persone di sostenerlo, con una piccolissima quota ciascuno. Negli Stati Uniti questo sistema genera finanziamenti per svariati milioni di dollari.

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“In questo Paese spesso si insegna ai creativi ad avere paura. Non a lanciarsi nel mondo con la forza delle proprie idee, ma a coltivare un curriculum corposo (che nel più dei casi è difficilissimo) andando a bussare alle porte di grandi aziende già esistenti. Perché invece non raccontare loro che c’è un’opportunità dal basso per emergere? C’è un mondo fuori, globale e locale insieme, da affrontare con spirito aperto e pionieristico, usando le innovazioni della Rete. Siamo aperti”. (Chiara Spinelli, Fondatrice e segretario generale di ICN – Italian Crowdfunding Network)

Quindi, oltre a preoccuparci di rendere smart le nostre città, occorre indurre gli italiani ad entrare in questa nuova sfida, perché è impossibile tornare indietro. “È ora che i territori guardino avanti, invece di rimanere aggrappati a modelli produttivi ed economici che non funzionano più. È ora che anche le associazioni di categoria riprendano un ruolo propositivo. Il futuro può essere entusiasmante, se si sa come affrontarlo, se ci si attrezza con gli strumenti necessari. Se si “impara” la lingua digitale. Altrimenti, fa solo paura.” (Alessandra Poggiani, docente universitario di economia digitale).

 

 

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About the Author

Rosamaria Faralli

Nasce a Napoli nel 1984, si laurea in Architettura UE presso l'Università di Roma "La Sapienza", nel Marzo 2012, e ha frequentato corsi di modellazione e rendering avanzato all'università privata "Quasar" di Roma. Inoltre, nel 2009, ha partecipato alla "Roma Summer School on Urban Design" . Da maggio 2012 entra a far parte di nITro group (New Information Technology Research Office) prendendo parte a varie iniziative come il " SicilyLab"; la rivista online di architettura “On/Off Magazine” (http://onnoffmagazine.com) e ad altre iniziative ancora in fase di costruzione. (http://nitrosaggio.com) Sempre nel 2012 ha frequentato il corso di "coordinatore della sicurezza sui cantieri" presso la facoltà di Ingegneria de "la Sapienza". Attualmente collabora con lo studio di architettura e urbanistica “Coffice”. Coltiva autonomamente la sua passione per la fotografia che l'ha portata ad esporre in vari locali di Roma, a collaborare con la società "il milione" per la realizzazione di applicazioni per cellulari riguardanti guide turistiche di Roma e a collaborare con la rivista online "L'infiltrato".



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