photo No portraits

Published on ottobre 21st, 2014 | by Rosamaria Faralli

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No portraits. Tra Corpo e Anima

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Le sue vesti, gonfiandosi sull’acqua,

l’han sostenuta per un poco a galla,

nel mentre ch’ella, come una sirena,

cantava spunti d’antiche canzoni,

come incosciente della sua sciagura

o come una creatura d’altro regno

e familiare con quell’elemento.

(Amleto, Atto IV, scena VII)

 

Corpi fatti di ombra, forse non sono corpi. Ombre fatte di ombre, forse non sono ombre. Cosa si nasconde dietro la materia umana? Il fattore umano è un fattore inumano. Esiste uno stato che non è il corporeo e non è l’incorporeo.

“Non sanno d’essere morti / i morti come noi /non hanno pace” scriveva Vittorio Sereni nel Diario d’Algeria.

Questo stato – quello tra la vita e la morte, il corpo e l’anima, le stelle e l’oltre tomba – è ciò che intende indagare questo progetto di Rosamaria Faralli, intitolato “No portraits. Tra Corpo e Anima”.

“E’ necessario che il corpo – scriveva il medico Alfredo l’Inglese nel De motu cordis – la cui materia è solida e ottusa, e l’anima, che è di natura sottilissima e incorporea, siano congiunti da un che di medio che, partecipando della natura di entrambi, unisca in un unico patto un così discorde divario. Se questo medio fosse di natura del tutto incorporea, non si distinguerebbe dall’anima; se sottostesse in tutto alle leggi della materia, non differirebbe dall’ottusità del corpo. E’ quindi necessario che esso non sia né pienamente sensibile né del tutto incorporeo… Questo vincolo degli estremi e organo del movimento corporeo è chiamato spirito…”.

Dunque è lo spirito che qui si indaga: cosa si nasconde dietro lo spirito, dove vaga lo spirito, su quali onde del destino si spinge a navigare?

Questa intenzione – indagare quel cosmo che è il fantasmatico e farlo qui, attraverso dieci volti evaporati, tanto fatti di carne quanto fatti di spirito, costituiti di ossa di vertebrati o, forse di ossi di seppia, al confine tra l’organico e l’inorganico, la presenza e l’assenza, il mondo liquido e quello solido – si installa nel lungo filone artistico che ha fatto, proprio dell’esplorazione del regno che vige tra due mondi – quello dei vivi e quello dei morti – , un obiettivo primario.

Dalle figure nebulose di Edward Steichen alle ombre liquide di Christian Boltanski, dai manichini di Michelangelo Antonioni alle efelidi indefinite dei personaggi di David Lynch, fino alle sagome di Robert Walser e agli omini di Franz Kafka, l’intera tradizione occidentale esplora quel regno, ciò che va a sedimentarsi in quel confine labile che è il regno dell’indistinto, dell’indefinito, dell’ineffabile.

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Andrea Gentile

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About the Author

Rosamaria Faralli

Nasce a Napoli nel 1984, si laurea in Architettura UE presso l'Università di Roma "La Sapienza", nel Marzo 2012, e ha frequentato corsi di modellazione e rendering avanzato all'università privata "Quasar" di Roma. Inoltre, nel 2009, ha partecipato alla "Roma Summer School on Urban Design" . Da maggio 2012 entra a far parte di nITro group (New Information Technology Research Office) prendendo parte a varie iniziative come il " SicilyLab"; la rivista online di architettura “On/Off Magazine” (http://onnoffmagazine.com) e ad altre iniziative ancora in fase di costruzione. (http://nitrosaggio.com) Sempre nel 2012 ha frequentato il corso di "coordinatore della sicurezza sui cantieri" presso la facoltà di Ingegneria de "la Sapienza". Attualmente collabora con lo studio di architettura e urbanistica “Coffice”. Coltiva autonomamente la sua passione per la fotografia che l'ha portata ad esporre in vari locali di Roma, a collaborare con la società "il milione" per la realizzazione di applicazioni per cellulari riguardanti guide turistiche di Roma e a collaborare con la rivista online "L'infiltrato".



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