social ONE BILION RISING

Published on febbraio 19th, 2015 | by improvearts

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Già molto è successo

Un giorno per la Rivoluzione e molti a seguire

“…già molto è successo, in tutto il mondo. Voglio cogliere questo momento di quiete e di bellezza per mettermi in contatto con tutti voi ed esprimere la mia gratitudine per la vostra solidarietà, la vostra visione, la vostra creatività e per tutto quello che avete fatto accadere. C’è così tanta follia e sofferenza, sfruttamento e violenza, ma noi stiamo volando in un’altra direzione, come un unico uccello dorato di energia, tenuto insieme dalla nostra decisione collettiva di porre fine alla violenza e sollevarsi in nome dell’amore e della rivoluzione. Uniamo la nostra forza e il nostro coraggio nei prossimi giorni, apriamo i nostri cuori come non abbiamo mai fatto, rallegriamoci delle vittorie conseguite finora, balliamo un nuovo paesaggio e il sogno di un mondo dove le donne respirino, camminino e vivano in piena libertà, dove siano valorizzate al meglio, dove i loro corpi siano considerati sacri, dove gli ostacoli vengano cancellati e dove la loro liberazione significhi la sopravvivenza della stessa umanità. Risvegliamo i nostri cuori e non dimenticheremo mai più che siamo una cosa sola. Sgretoliamo i pregiudizi e inauguriamo un tempo di amore… ” Eve.

Un estratto che da qualche giorno popola il web, le parole di Eve Ensler, fondatrive del V-DAY ci innondano di forza e di coraggio nel giorno che ha preceduto il flash-mob mondiale ONE BILLION RISING. Il 14 febbraio, nel giorno di San Valentino sono stati messi al bando i fiori ed i cioccolatini perché vogliamo un vero atto d’amore, gioioso, celebrato dalle donne e dagli uomini che le rispettano, con la volontà di manifestare insieme per chiedere un mondo in cui le donne possano vivere al riparo dalla violenza e dall’abuso.

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Perché abbiamo bisogno di questa giornata? Le Nazioni Unite stimano che 1 donna su 3 sul pianeta sarà picchiata o stuprata nel corso della vita. Questo significa un miliardo di donne e bambine. Un numero troppo alto da tollerare, ma qualsiasi numero sarebbe sempre e comunque troppo alto. Perché la donna deve avere la possibilità di essere un individuo, una persona in grado di affermarsi in qualsiasi campo e non più un corpo portato alla mercé del più bieco consumismo. Non deve essere più solo un corpo dato in pasto all’uomo per soddisfare il suo bisogno. Una donna non deve più ricorrere all’uso costante del proprio corpo e nascondersi dietro al volere che la società impone. Una donna per sentirsi appagata non deve essere moglie e madre. Una donna deve avere la possibilità, il diritto di essere libera di poter decidere di sé stessa e per sé stessa in qualsiasi momento e luogo.

La violenza contro le donne si è intensificata divenendo più pervasiva nel passato recente. Ha assunto forme più brutali. Un atto vile, di puro maschilismo e sessismo si è verificato proprio in questi giorni ai danni della general manager di Uber Italia, dove si è attaccato il corpo della donna con uno striscione offensivo e questo non può essere altro che l’ennesimo eclatante esempio del sintomo di un male, una piaga della società. Una società che non è in grado di comunicare e rispettare il diverso, l’altro. Non basta un messaggio di Obama  durante i Grammy Awards ad invitarci a fermare questa violenza, non basta più.

one billion revolution

Ed è per questo che siamo giunti alla terza edizione del OBR. “REVOLUTION” il tema 2015 al centro della manifestazione, “ci saranno la musica e la danza e le note dell’ inno Break the Chain, per spezzare le catene della violenza e dimostrare che si può farlo con gioia, in maniera politica ma con il sorriso. La danza è una delle più potenti forze sulla terra e noi abbiamo solo iniziato a sfruttarne il potenziale. La danza è sfida. È gioiosa e rabbiosa. È contagiosa e libera, fuori dal controllo di Stati e corporazioni. Abbiamo appena iniziato a danzare. Quest’anno dobbiamo andare oltre. Dobbiamo andare fino in fondo e arrivare al cambiamento” recita il manifesto. Dobbiamo creare la rivoluzione.

La rivoluzione c’è stata e speriamo rimanga viva nel quotidiano di ognun* di noi che ha partecipato al OBR. In tanti si sono uniti alla giornata aggiungendo energia e voglia di cambiamento, perché è questo ciò che vogliamo, CAMBIAMENTO.

Nel mondo hanno aderito alla campagna 207 nazioni, in Italia sono state oltre 100 le città coinvolte: da Roma a Milano, da Genova a Bologna, da Lecce a Trieste, insieme a decine di realtà di provincia in tutto il Paese, da nord a sud, animate da una rete di associazioni e militanti che operano durante tutto l’anno sul territorio ma anche da scuole, università e istituzioni culturali.

Ognuno è stato invitato a partecipare all’evento indossando qualcosa di rosso, ballando e cantando. Quale migliore regalo si poteva fare se non donare amore e rispetto il 14 di febbraio a San Valentino?

Se volete ulteriori informazioni o per partecipare al prossimo OBR basta cercare la vostra città sul sito.

 

di Silvia Barolo

 

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