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Published on ottobre 20th, 2013 | by Luca Colafrancesco

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Molto più che umano, molto più che uno. Il superuomo

Nascita del superuomo di Theodore Sturgeon

Il superuomo, tendenzialmente, è materia adatta a filosofi controversi che scrivono in tedesco. Richiama alla mente ricordi di una guerra infinita e, per la maggior parte di noi, mai vissuta, che per certi versi è stata, insieme al regime nazista, la mancata realizzazione e applicazione ossimorica del darwinismo. Ossimorica perché si volle artificiare la selezione naturale di Darwin, non capendo che, anche un organismo complesso come l’uomo è soggetto all’ambiente e che quindi anche le idee folli di purezza genetica sono, su un piano più vasto, figlie di un contesto etico e naturale. Il nazismo, con molte delle sue accezioni e implicazioni, resta il più grande fallimento nella guerra dell’uomo per il controllo della natura. Naturalmente il concetto Nicciano era molto più complesso della propria -presunta- attuazione materiale, come lo sono state tutte le altre filosofie applicate da un sistema statale alla vita quotidiana. D’altronde l’evoluzione dell’uomo (almeno quella descritta da Darwin), tra tutti i sistemi filosofici, è più conforme a uno Spinoza che a un Nietzsche e cioè: la natura si evolve per come deve, sempre per necessità e mai per scelta (concetto che potrebbe stare anche nelle pieghe del pensiero nicciano secondo qualche interpretazione, ma in Spinoza è senz’altro più in evidenza).

Infatti, nonostante tutte le rivoluzioni, le speculazioni filosofiche e l’impegno di molti uomini, il mondo sembra rimasto Atticista nell’animo. Si procede ancora scettici, e ben che vada stoici, con passo incerto verso il futuro. E negli anni in cui quel passo si fa più rigido, la natura torna a parlarci e a ripeterci che l’iperuranio -il mondo puro delle idee- non avverrà mai sulla terra.

Una delle possibili ragioni del fallimento certo risiede proprio nei geni. Finché resteremo solo uomini saremo condannati a ripeterci e a fallire. Forse per questo la gran parte della fantascienza di Sturgeon non è tecnologica ma biologica; nei suoi libri la tecnologia è sempre una conseguenza dell’evoluzione. Ma la sua forza non è neanche questa, essa risiede nel tipo di evoluzione.

Rimaniamo tranquillamente in Germania, ma basta parlare di sola filosofia. Concentriamoci invece su una parola che, partita dalla psicologia, ha attraversato tutte le discipline divenendo una corrente. Questa parola è Gestalt: forma, schema, rappresentazione. Questa corrente, in ogni sua forma, segue un concetto fondamentale: il tutto è più della somma delle singole parti. Per usare una metafora, non è che uno più uno non faccia due, ma si vuole intendere che il due, preso nel suo insieme, è una cosa completamente diversa da uno e uno. È su questo che si basa il superuomo di Sturgeon, egli più che un Übermensch è un Uomo-Gestalt e cioè un essere che evolvendosi ha avuto la necessità di entrare in simbiosi con altri organismi umani. Egli, oltre ad essere il superamento dell’uomo, è anche il superamento dell’individuo. L’uomo-gestalt è l’insieme di molte parti che da sole sarebbero molto meno, e quindi c’è la testa: un uomo imperfetto, un idiota che cerca di appropriarsi delle altre parti del suo corpo. Le mani: una ragazzina con poteri telecinetici. Le gambe: due bambine di colore che non sanno parlare ma sanno teletrasportarsi. La memoria e la logica invece sono un bambino obeso con la sindrome di Down che è in grado di immagazzinare qualsiasi informazione e di calcolare in poco tempo la risoluzione a qualsiasi problema.

Tutti questi individui sarebbero niente lasciati soli, nonostante i loro poteri sarebbero inermi nelle mani di una società che non li accetta sia per i loro poteri sia perché sono neri, idioti, down o, nel caso della bambina, semplicemente disadattati. Solo insieme assurgono a Superuomo.  More than human, così in lingua originale, nonostante il suo titolo, o forse proprio per quello, resta comunque un’opera fortemente umana, raggiunge splendide vette di alterità ma, proprio dove la distanza è più grande, ecco ritornare sui suoi passi l’uomo nuovo e nel ritornare andare avanti. Perché l’alterità propria e il progresso non sono la sola cosa che conti.

superuomo

Quel che si è restii a ricordare è che anche la metamorfosi di Kafka è una forma evolutiva. Ci trasformeremo in scarafaggi deformi oppure vedremo la forma meno evoluta come tale? Dimenticheremo che l’empatia è stata una delle chiavi nella nostra scalata alla piramide alimentare? La nascita del superuomo, così in italiano, è un romanzo che parla degli ultimi e dei primi, del percorso faticoso che bisogna intraprendere per essere se stessi, del sangue che bisogna versare e della necessità di accettare tutto di quel percorso. Consiglio questo libro a quelli che vogliono saperne un po’ di più sulla solitudine e su cos’è la pace.

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About the Author

Luca Colafrancesco

Luca Colafrancesco nasce a Sora nel 1984, giusto 755 anni prima la città era stata distrutta e poi ricostruita da Federico II di Svevia. Stranamente Luca non trova macerie. Sopravvissuto in modo così spericolato a una tragedia postuma ora fa l'animatore, scrive cose, vede gente e, soprattutto, alleva Jack Russell.



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