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Published on febbraio 26th, 2016 | by Sara Colafrancesco

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L’insolita realtà di Coraggioiltopo

Per vie non comuni, ho conosciuto “Coraggioiltopo”. Sono un duo e i loro lavori sono attraenti, a tratti apocalittici. Per coloro che mi conoscono, l’apocalisse suscita in me una forte attrazione. Essa ha anche un altrettanto forte valenza simbolica: la fine di tutto l’ordine costituito. Ma la fine di qualcosa è l’inizio di qualcun’altra. “Il mio pavimento potrebbe essere il soffitto di qualcuno”, tanto per rifare il verso all’opera della Sigalit sulla quale scrissi un articolo tempo fa.
Comunque, bando alle ciance, riporterò di seguito l’intervista che Coraggioiltopo mi ha rilasciato. Per praticità userò per la mia persona la sigla S. e per loro, CIT.

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I Gufi non sono quello che sembrano

Sara: “Chi siete?”
Coraggioiltopo: “Noi siamo Coraggioiltopo, siamo un ragazzo e una ragazza, classe ’86 – ’87, pugliesi, e un Topo di età e provenienza sconosciuta.”

S: “Coraggioiltopo: perché questo nome? Da cosa scaturisce?”
CIT: “ Io sono Coraggioiltopo e la mia storia è cominciata quando sono morto. Ero un pallido roditore in una gabbietta, da vivo ho conosciuto solo quella. La morte è stata buia e infinita. Ma ora cambio pelle come i rettili, mi crescono antenne come le blatte, scalpitano le mie zampette da scolopendra mentre muto la mia matrice biologica, viaggio attraverso la materia, non so cosa sono ma sono libero.”

S: “Il simbolo: cosa rappresenta?
CIT: “Le forbici presenti nel simbolo sono lo strumento che permette di completare innumerevoli metamorfosi, di liberarmi da ogni muta.”

S: “Noto che praticate uno stile apocalittico, cyber ma allo stesso tempo esoterico e simbolico: ci sono letture che vi hanno ispirato?”
CIT: “Ci hanno influenzato i racconti di Poe, H.P.Lovecraft, Phillip H.Dick,William S. Burroghs, Ginsberg. Siamo cresciuti con Stephen King, ci siamo persi tra le pagine di Henry Miller, Chuck Palahniuk e ubriacati di Charles Buckowski.”

S: “I tantissimi simboli presenti nei lavori sono frutto di una cultura esoterica?”
CIT: “Noi Topi non abbiamo religione, ci rallenterebbe come specie, quei simboli ci aiutano a studiare la storia, perchè l’unico culto che ci concediamo è quello degli antenati.”

S: “Siete molto eclettici per ciò che riguarda la tecnica: si passa dall’acrilico al digitale. Quale tecnica sentite più affine al vostro “mondo”? Ce n’è una che preferite, con la quale siete più affini?”
CIT: “Ogni tecnica è un nuovo strumento, e non credo smetteremo mai di studiarne nuove. Tra tutte il Topo predilige il bianco e il nero, perchè costringe all’estrema sintesi e ad una codifica maggiore. Sarà contento solo quando potrà descrivere qualunque cosa con soli carta e inchiostro di china.”

S: “Quali sono i vostri capisaldi nell’arte? Chi guardate con ammirazione?”
CIT: “Dalì, Goya e Caravaggio sono stati i primi a influenzarci, Leonardo Da Vinci ci ha insegnato come studiare, portandoci a un approccio scientifico della disciplina; Zdzisław Beksiński e H.R.Giger hanno infettato la nostra mente con i loro universi oscuri, H.Burn Hogart e molti manuali di medicina ci sono stati necessari per lo studio dell’anatomia umana e comparata. Per quanto riguarda i temi di alcune opere, il cinema ci ha ispirato tantissimo. Per citarne alcuni: Tarantino, D.Lynch, D. Cronemberg (Videodrome, Existenz, Inserparabili, Il pasto nudo), S.Kubrick, Takashi Miike (Imprint, Full Metal Yakuza, Itchi the killer, Izo), Peter Greenaway, Terry GIlliam, Tarkovskij, Polanski (L’inquilino del terzo piano, Repulsion, Rosmary Baby), W.Herzog, Jodorowsky ( The holy mountain, Santa Sangre), D.Aronowsky ( Pi Greco – Il teorema del delirio), e poi Pasolini, cazzo Pasolini.”

S: “ Siete lettori di fumetti? Che tipo di animazioni amate?”
CIT: “ Spawn (Todd Mc Farlane, Greg Capullo, Ashley Wood), Dylan Dog e Tank Girls sono stati i primi fumetti che abbiamo adorato. I nostri sacri antenati sono Andrea Pazienza, Moebius e Robert Crumb. Tra i tanti maestri del bianco e nero, ammiriamo particolarmente Frank Miller e Giorgio Santucci. Siamo anche molto appassionati di Manga e di Anime come Berserk, Gantz, Akira, Ghost in the shell, Ken il Guerriero, One Piece, ci piacerebbe citare i loro autori ma hanno nomi poco mnemonici. Il Topo stima Jan Švankmajer ( Sileny – Lunacy, Alice) unico nel suo genere ai suoi tempi, successivamente Tim Burton prima che si innamorasse di Jonny Deep.”

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Polybius

S: “Come siete arrivati alla statuaria? Cosa vi ha spinto a creare statue?”
CIT: “In maniera piuttosto indiretta il chimico Alexander Shulgin ci ha spinto verso questa tecnica. Ma crediamo che sia anche uno degli effetti collaterali del giocare con i Lego da bambini.”

S: “Praticate il riciclo?”
CIT: “La maggior parte della spazzatura è riutilizzabile in molti modi. Per quanto ci riguarda ci piace rubare la forma ad oggetti che non sono più funzionali, dare valore visivo all’inutile.”

S: “Cosa v’ispira maggiormente?”
CIT: “La nostra ispirazione si nutre di musica, che nelle sue maggiori espressioni, risulta essere la più pura forma d’arte che esista. Ascoltiamo di tutto, ma il Topo è particolarmente ossessionato da Aphex Twin, il Mozart dei nostri tempi. Siamo grati alla musica per essere il solvente uiversale delle idee.”

Da poco abbiamo realizzato una collaborazione con la band degli Electric Circus che con le loro note ci hanno regalato nuovi tratti e nuovi colori.

S: “Nel momento della creazione da cosa siete spinti (per creare appunto)?”
CIT: “Per creare abbiamo bisogno di alte dosi di caffeina, di un tipo di terpene piuttosto famoso, di alcuni derivati indolici di origine pineale, e infine della notte. Le idee migliori si partoriscono durante l’ora del lupo.”

Ringrazio Coraggioiltopo per l’intervista che mi ha rilasciato e per la pazienza che ha avuto nell’aspettarne la trascrizione.

Inoltre invito i lettori a dare uno sguardo ai lavori del Topo sul sito o sulla pagina facebook.

 






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About the Author

Sara Colafrancesco

Sara Colafrancesco studia all’Accademia di Belle Arti di Torino, è al primo anno del biennio Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo. Prima ha conseguito la laurea all’Università di Tor Vergata in Scienze dei beni culturali con indirizzo storico-artistico. Tra ottobre 2010 e maggio 2011 ha partecipato a uno stage al Circolo degli artisti a Roma, le mansioni riguardavano l’organizzazione e l’allestimento di mostre.



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