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Published on novembre 10th, 2013 | by Roberto Ingrosso

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Le 4 cose che ho amato di GTA V

Il 17 settembre scorso è stato finalmente pubblicato GrandTheftAutoV. A proposito del quinto capitolo principale della saga Rockstar si potrebbero spendere fiumi di parole, parlando del suo impatto sul mondo videoludico, di come si sia arrivati a produrre un gioco che costa e che incassa più di qualunque blockbuster cinematografico hollywoodiano, delle inevitabili polemiche sulla violenza o addirittura sulla misoginia di cui viene accusato (e la lista potrebbe continuare).

A scrivere però è qualcuno che GTA V lo aspettava da videogiocatore, un fanciulletto desideroso unicamente di tornare fra le strade di San Andreas per meravigliarsi ancora una volta di quali vette possa raggiungere il genio umano quando viene applicato ai videogiochi. E quell’inguaribile nerd, ancora una volta, non è stato deluso.

Ecco dunque le quattro cose che il Cicala ha amato durante l’epopea di sangue e violenza, poesia e libertà, che risponde al nome di GTA V.

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4 – La musica di San Andreas

 La selezione musicale di GTA è sempre stata un punto di forza della serie. Dunque non sorprende che anche questo quinto capitolo proponga un gran numero di stazioni radio diversissime come genere ma accomunate da un altissimo livello qualitativo.

Senza dilungarci in una trattazione esaustiva, facciamo solo qualche esempio. Rubando un taxi, è quasi una certezza che il malcapitato al volante stesse ascoltando East Los FM (cientoseis punto dos!, come recita il jingle), una stazione dal chiaro gusto latino in grado di mischiare una Autos, ModayRockandRoll degna dei fratelli Vanzina al rock sfrenato di Jessy Bulbo con Maldito, la coattagine assoluta di YoTengoElDon a ElReyYYo, più messicana di un paio di baffoni ed un sombrero. Il tutto da ascoltare assolutamente durante una joyride a bordo di un macchinone decappottabile anni ‘70 nella parte sudest della città.

Visto il ritorno delle strade sterrate e dei grandi deserti nel mondo di GTA, non poteva mancare una stazione dedicata al country, erede della grandissima K-Rose di GTA San Andreas. Ad accompagnarci mentre guidiamo verso il tramonto a bordo dei nostri pickup impolverati troviamo questa volta artisti del calibro di Johnny Cash, Willie Nelson e Charlie Feathers: impossibile non premere l’acceleratore sulle note di GeneralLee (già nella colonna sonora di Dukes of Hazzard), non versare una lacrimuccia nostalgica ascoltando WhiskeyRiver o non perdersi in atmosfere tarantiniane quando Rebel Radio propone Can’tHardlyStandIt.

Finiamo con la sorpresa più gradita della soundtrack, ovvero FlyLo FM ed il suo speaker, nientepopodimeno che Steve Eliison, in arte Flying Lotus. Il celeberrimo producer statunitense ha infatti messo insieme una stazione radio attingendo a piene mani dal suo repertorio (anche con pezzi composti ad hoc per l’occasione) e accompagnando il tutto con brani di Tyler the Creator, Outkast, Captain Murphy, Shadow Child e Aphex Twin. Una track list varia e ricercata, da ascoltare sulla trafficata Vinewood Boulevard come in una qualsiasi delle sperdute strade montane alle pendici del monte Chiliad. Particolarmente consigliato l’ascolto di Windowlicker mentre si guida una barca a vela nell’oceano verso il sole che cala all’orizzonte, mentre uno squalo ci segue poco distante. True story.

3 – I piccoli dettagli

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Mentre si salta da una missione all’altra, sfrecciando a tutta velocità, facendo attenzione a non incidentarsi e a non far incazzare troppo la polizia, è facile non prestare attenzione alla quantità svrannaturale di cura per il dettaglio che la Rockstar ha saputo riversare in GTA V.

La lista delle piccole cose che rendono lo stato di San Andreas una regione viva e credibile è davvero illimitata. Vediamo solo qualche esempio.

Quando si entra in acqua, i vestiti del personaggio si bagnano esattamente fino a dove ci si è immersi e non oltre, e camminando sulla terraferma si lascerà il terreno dietro di noi inumidito.

È possibile versare la benzina da una tanica, ma soprattutto darle fuoco per mezzo del backfire (lo “scoppio” che esce dalla marmitta) di una macchina da corsa. Se si sale su di un taxi all’aereoporto, le persone che erano in fila cominceranno a insultarci. Fare qualche pazzia per strada porta i pedoni a tirar fuori il cellulare per condividere l’evento su internet.

All’alba, su Vespucci Beach compaiono i macchinari che puliscono la sabbia. La sera, i giardinieri curano i prati del golf club.

Se si guida a fari spenti di notte, gli altri automobilisti faranno gli abbaglianti per segnalarcelo.

Leggendo questa lista sono sicuro che le persone normali diranno “e sti cazzi?”, ma i giocatori sanno che qui si è alzata l’asticella.

 

2 – Il cielo sopra Los Santos

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Durante le prime ore di gioco, alzando per un attimo lo sguardo fra una missione e l’altra, può capitare di meravigliarsi per l’ottima realizzazione del cielo, che per una volta non sembra una foto piatta attaccata alla volta celeste. È solo il tempo però che porta ad apprezzare tutte le sfumatore che Rockstar ha profuso nella realizzazione di una componente atmosferica credibile e che porti il suo contributo concreto alla bellezza paesaggistica del titolo.

Le nuvole, in particolare, sono generate dinamicamente (non ne vedrete mai due uguali), animate in base al vento e alla distanza da terra, nonché illuminate in tempo reale: osservare un cielo coperto in cui la luna fa brillare le nuvole vicine lasciando in ombra quelle distanti può lasciare di stucco per un paio di secondi.

A questo si aggiunge una fotografia curatissima, in grado di rendere tangibile il caldo torrido del deserto come il freddo umido della montagna. In particolare l’effetto bloom (il bagliore dato da una superficie di colore chiaro quando illuminata direttamente dal sole), spesso abusato, riesce qui a impreziosire una scena già ricchissima.

L’ottimo lavoro svolto dagli sviluppatori è particolarmente apprezzabile grazie agli sforzi di alcuni fan, che hanno messo insieme dei veri e propri time lapse in cui ammirare i paesaggi di San Andreas in tutta la loro bellezza.

 

1 – Trevor Phillips

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Trevor Phillips è matto. Trevor Phillips è violento. Trevor Phillips non fuma erba, perché interferirebbe con la speed. Trevor Phillips è il mio preferito fra i tre protagonisti di GTA V.

Se Michael è il malvivente pentito che torna nel giro più per caso che per scelta e Franklin è un ragazzo di colore che non ha altro modo per tirarsi fuori dai bassifondi se non l’attività illecita, Trevor fa quello che fa perché è nella sua natura. La sua nera e oscura natura.

Titolare di un avviato laboratorio di meth, Trevor è dedito ad ogni attività illegale e immorale: quando si trasferisce per la prima volta a Los Santos decide di occupare l’appartamento del cugino del suo amico Wade, trasformandolo gradualmente in una discarica, dormendo col riluttante padrone di casa (il quale mugugna nel sonno “no Trevor, per favore non farlo…”) e possedendo carnalmente il suo peluche preferito.

Quando durante il gioco lo si seleziona e la telecamera lo raggiunge, non è raro trovarlo ubriaco, nudo su dei binari, o intento a gettare un povero malcapitato giù da un ponte. In poche parole, Trevor è l’incarnazione stessa del tempo passato a giocare a GTA mettendo sotto i pedoni, andando a prostitute per poi ucciderle e riprendersi i soldi e dare il via ad inseguimenti interminabili per il puro gusto di farlo.

Oltre a svolgere questo ruolo che potremmo definire “catartico”, Trevor si rivela un personaggio sfaccettato e non banale, comunque sempre esilarante. Memorabile la scena in cui riporta a casa una signora di mezz’età che aveva rapito, dopo che nel frattempo si erano innamorati: le lacrime di Trevor mentre alla radio passa IfYouLeaveMeNow dei Chicago sono impagabili.

A mettere la ciliegina sulla torta ci si mette Michael, quando, dopo l’ennesimo sfogo di Trevor su come lui si fosse venduto l’anima per il denaro e come non fosse più quello di una volta, arriva finalmente alla conclusione più esilarante: Trevorèunhipster! Il nostro folle protagonista reagisce in malo modo, ma è innegabile che gli autoscatti eseguiti da alcuni giocatori diano ragione a Michael.

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About the Author

Roberto Ingrosso, in arte Johnny Cicala, è uno sviluppatore Android per lavoro, un matematico per formazione ed un videogiocatore per natura. Tra la creazione di un’app e l’altra, continua a seguire l’evoluzione del mondo videoludico destreggiandosi tra le saghe storiche e la nuova scena indipendente.



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