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Published on giugno 17th, 2013 | by Clelia Epifania

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La Creatività come strumento di sopravvivenza in tempo di crisi

…Ovvero l’inverso: la sopravvivenza in tempo di crisi stimola la creatività!

Cosa rende l’uomo un animale intelligente. La sua capacità di arrangiarsi. Difatti la definizione di intelligenza è la capacità di adattarsi a contesti dinamici riuscendo a mantenere un proprio ruolo sociale. In tempi di crisi diventa dunque fondamentale aguzzare l’ingegno ed esercitare tutte le proprie capacità intellettive. Così come la massaia inventa nuove ricette più economiche ed il fuorisede nuovi tetris di bilancio per far quadrare i conti, anche le menti più insospettabili riscoprono il proprio istinto di creatività.

Ebbene sì perché la creatività fa parte del nostro codice genetico e appartiene a tutti noi ma come tutte le abilità, va allenata altrimenti annichilisce.
Sono consapevole del vissuto collettivo in questi duri mesi di austerità, contemporaneamente credo sia giusto analizzare anche l’aspetto evolutivo di questa fase storico-culturale, lo credo come psicologa, come cittadina e come donna di 30 anni.

Il senso di questo articolo però non è quello di fare l’ennesima panoramica cupa e desolante della società odierna. Lungi da me il terrorismo mediatico!
Voglio anzi sottolineare come questa crisi porti con sé una ventata di innovazione e di voglia di fare, di fare insieme, di andare altrove pur restando qui.
“Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili” (cit. Henri Poincaré, matematico)

In parole semplici funziona così: quando una situazione non è più appagante (o come nel nostro caso sostenibile) occorre ristrutturare gli elementi che la compongono al fine di trovare una nuova condizione di benessere. Ogni giorno la nostra creatività interviene per migliorare la nostra vita. Pensiamo ad una lezione pesantissima con un professore per nulla capace di coinvolgerci nel suo ragionamento, il nostro senso di autoefficacia diminuirà come anche la nostra autostima o semplicemente non abbiamo alcuna voglia di stare lì ma proprio non possiamo andarcene; ecco la creatività venirci in aiuto guidando la nostra mente in posti più piacevoli: la cena dell’altra sera, l’ultimo disco dei Daft Punk o la nuova applicazione appena scaricata sullo smartphone… o l’articolo da scrivere per il portale di amici.

E’ creatività ogni volta che nasce un’associazione per gli interessi del territorio, ogni nuovo centro di aggregazione di idee, reale o virtuale. Perché il senso più profondo della creatività passa attraverso la condivisione sociale:
Si designa come creatività quella capacità della mente che si traduce nella produzione di innovazioni nei processi di conoscenza e di dominio del mondo oggettuale. Affinché un’innovazione venga designata come creativa, o venga attribuita a creatività, occorre che sia consensualmente apprezzata come un salto di qualità rispetto allo stato precedente del sapere e/o della tecnica. (Enciclopedia Italiana Treccani)

Nessuna opera d’arte è tale se non può essere ammirata. Dunque individuo, creatività, nuovo e sociale sono elementi di un asse di progressione che permettono all’uomo di sopravvivere sul Pianeta da oramai moltissimi anni. Dal bisogno di disegnare gli animali per trascorrere le lunghe notti nelle caverne ai murales nelle periferie grigie; dalla saga degli dei dell’Olimpo alle serie tv cui sacrifichiamo intere giornate.
La costante ricerca del nuovo ha fatto sì che l’uomo sviluppasse sempre più il proprio pensiero laterale. Con il termine pensiero laterale, coniato dallo psicologo maltese Edward De Bono, si intende una modalità di risoluzione di problemi logici che prevede un approccio indiretto ovvero l’osservazione del problema da diverse angolazioni, contrapposta alla tradizionale modalità che prevede concentrazione su una soluzione diretta al problema. Mentre una soluzione diretta prevede il ricorso alla logica sequenziale, risolvendo il problema partendo dalle considerazioni che sembrano più ovvie, il pensiero laterale se ne discosta (da cui il termine laterale) e cerca punti di vista alternativi prima di cercare la soluzione. (tratto da Wikipedia)
Certo non bisogna sottovalutare i rischi di questo sdoganamento delle menti: l’iperproduzione di contenuti pubblicati e pubblici, la sottile linea che separa l’espressione dal disprezzo o viceversa l’accettazione fagocitante incondizionata di ogni novità come olio che scivola su menti appiattite dalla rassegnazione.
Suvvia quindi, è chiaro ormai che in questo mare di m… gli unici remi che abbiamo per andare avanti sono la creatività per guardare avanti e la criticità per guardare indietro. Per concludere e salutarvi vi lascerò con un indovinello utile ad allenare la creatività:

In una prima stanza chiusa, è contenuta una lampadina ad incandescenza; nella seconda stanza, da cui la prima non è direttamente visibile, ci sono tre interruttori. Solo uno di questi interruttori accende la lampadina. Potendo azionare i tre interruttori a proprio piacimento, e potendo andare nella stanza chiusa solo una volta per verificare lo stato della lampadina, come si può determinare l’interruttore in grado di accenderla?
Le condizioni iniziali sono:
Lampadina spenta
Tutti gli interruttori in posizione off

…la soluzione verrà pubblicata nella prossima uscita. Buona vita!

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About the Author

Clelia Epifania

Clelia Epifania nasce a Taranto, classe 83, ivi cresce affiancando allo studio del violino la formazione classica in materie umanistiche. Giunta a Roma all’età di 17 anni per gli studi accademici, all’età di 22 anni consegue la laurea magistrale in Psicologia Clinica all’università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti. Durante il percorso accademico non viene tralasciato l’ambito artistico che si sviluppa attraverso la conoscenza dei principali software di produzione audio e video. Psicoterapeuta in formazione ad approccio umanistico integrato ed europrogettista dal 2010. Iscritta all’OdPL dal 2008, l’attività della dr.ssa Epifania si esprime inizialmente nel sociale attraverso la collaborazione con diversi municipi della Capitale per i quali si occupa di progettazione in materia di prevenzione del disagio e ricerca/intervento sulla popolazione. La forte spinta all’attivismo la porta all’interno della S.i.p.a.p. per la quale prima come socia e poi in qualità di vice-presidente della sezione Lazio, coordina il progetto MBP nelle edizioni 2009 – 2010 ed il progetto su scala nazionale del 2011. Nel 2009 apre il “Centro di Consulenza Psicologica Malatesta” dove la dr.ssa Epifania svolge attività clinica e di sostegno individuale e di coppia su temi quali: depressione, stress, ansia, attacchi di panico, disagio di coppia e/o relazionali.



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