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Published on gennaio 14th, 2014 | by Luca Colafrancesco

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La bibbia: Clonazione, mitosi e Ridley Scott.

Diciamo la verità, se c’è una cosa che ti avvicina all’ateismo più completo e convinto è proprio la fantascienza. Questo perché noi uomini, nella maggior parte dei casi, riusciamo a capire la realtà non solo tramite le nozioni, ma soprattutto tramite le emozioni. Si potrebbero citare un’infinità di testi di psicobiologia, ma alla fine la verità che ci interessa rimarcare è una ed è semplice: se una cosa ti piace la ricorderai e la capirai più facilmente. Io, ad esempio, ricordo tutto quello che ho fatto quando l’Italia vinse il mondiale, anche le cose meno interessanti sono diventate importanti quel giorno. Il fatto che ricordi anche come ho fatto la cacca, quel giorno, mi ha spinto a riflettere su uno dei tanti motivi del perché ci siano tanti credenti a questo mondo.

So che il motivo che porrò in esame non è il principale, il motivo più grande resta la paura, ma è comunque uno dei principali: la bellezza, i testi religiosi sono belli. La bibbia in particolare è un grandissimo libro. Da lettore appassionato e, saltuariamente, da studioso delle lettere riesco ad empatizzare facilmente con un lettore o uditore di tali parole infervorato a tal punto da crederle vere. D’altronde Dio, secondo molte religioni, coincide con la sua parola. Quindi l’idea, il mio modo per aiutare il mondo a liberarsi da questa droga (ogni tanto divento improvvisamente e arbitrariamente marxista parlando di certi argomenti) è: dare una visione fantascientifica della Bibbia. Non serve neanche cambiare le parole, basta guardarle con un altro spirito. Se una storia è bella, è bella sempre, quindi posso usare una loro arma contro di loro.

Ho pensato: se il papa può trasformare il rosario in una medicina per il cuore, allora io posso tramutare la bibbia in un romanzo di fantascienza. D’altronde tutti i misteri che vi sono descritti possono essere spiegati prendendo in prestito due o tre modus operandi della mia Biblio-Videoteca. In realtà la mia domanda, al limite della meraviglia, è e resta una sola: perché rifugiarsi nel mistero e nel dogma quando ormai abbiamo Asimov e Ridley Scott?

Analisi fantascientifico-umoristica: incipit e metodi riproduttivi alternativi presenti nel libro.

La prima cosa che notiamo è la grande capacità di riassunto. È straordinario come questo ignoto autore riesca a superare anche la già estrema sintesi di Douglas Adams sull’argomento, nel suo ristorante al termine dell’universo troviamo il famoso incipit al principio fu creato l’universo, questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. Bello, asciutto, ironico e introduttivo a tutto il libro (che vi invito a leggere), ma anche lui cede il passo alla perfezione stilistica della finzione narrativa della genesi: Nel principio Dio creò i cieli e la terra. Più essenziale di un designer Ikea, più breve delle storie lampo raccontate da Mohammed Alì, più intenso dello sguardo di una donna arrabbiata.

Potrebbe già finire qui tanta la perfezione, invece va avanti, continua, c’è da spiegare le intenzioni e i desideri di questo assurdo personaggio di cui finora nessuno ha mai sentito parlare ma che, alla fine dell’opera, diventerà più famoso dei Beatles: Dio. La complessità del suo carattere è degna di nota: egli è introverso ma autoritario, tendente al sadismo e allo stragismo, dialoga spesso con pochi uomini, è immorale e paranoico ma anche buono e comprensivo.

Uno degli assurdi letterari più sublimi della narrazione è che, al contrario dei normali personaggi, non è lui ad essere stato creato dallo scrittore, ma è lo scrittore ad essere stato creato da lui. Di conseguenza, si può dire che sia anche il creatore degli unici che abbiano provato ad intaccarne la fama: i Beatles (Mi riferisco alla famosa frase pronunciata dal gruppo siamo più famosi di Gesù Cristo) . I baronetti di Liverpool hanno combattuto con onore, ma purtroppo l’appello di John Lennon and no religion too è stato sempre disatteso dai più (Peccato, un cambio della guardia sarebbe stato auspicabile dopo tanto tempo, come molti sono convinto che se non ci fosse stata Yoko Ono forse… ).

Andando avanti, verso la fine del libro, a proposito di Dio, si scopriranno altre cose scabrose, sue relazioni radicalmente incestuose, essendo egli padre e figlio di se stesso, roba che neanche il più edipico dei malati mentali sarebbe in grado, e sue tendenze all’istigazione al suicidio e all’omicidio, ma andiamo con ordine.

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Già dal primo libro si capisce che il personaggio principale è fichissimo, praticamente può fare tutto, è quasi (questo quasi ve lo spiego nel prossimo articolo quando parleremo dell’esodo ) onnipotente, ma da solo non rende, ha bisogno di una spalla, di un Sancho Panza che lo riporti alla realtà. E allora viene creato l’uomo, Adamo, (derivato della parola ebraica che vuol dire terra, praticamente Adam vuol dire terrestre, fatto di terra) un tizio imperfetto e pieno di paure fatto di fango e cenere. La prima cosa che fa appena nato è ripudiare la sua compagna Lilith perché non si faceva comandare a bacchetta e, dicono le genesi apocrife, anche a lei piaceva fare l’amore stando sopra.

Da qui si capisce che Dio è come un padre, anzi è come mio padre: non è importante quello che dici, tanto non ti sta ascoltando, l’importante è che sia tu il primo a lamentarti. A lui non piacciono le lamentele, quindi tende a darti ragione pur di non sentirti più (in controtendenza rispetto alla bibbia, nella mia famiglia era mia sorella l’Adamo di turno). Infatti Dio caccia la prima donna e crea la seconda, Adamo la vede crearsi dalla cenere e dal fango e dice: “questo è un mostro, non può essere la mia compagna”. E via un’altra disgraziata dal paradiso terrestre, questa mandata a zonzo per il mondo senza neanche un nome, come le cucciolate di cani abbandonate nei cimiteri.

A quel punto l’onnipotente si rende conto che sta viziando un pochino troppo il suo Sancho Panza quindi cerca di renderlo un po’ più adulto. Gli prende una costola e da quella crea la donna. Come il professor Farnsworth in Futurama, anche Adamo, con l’arrivo del suo clone si responsabilizza, comincia a sentirsi un genitore. Infatti, come nelle migliori famiglie, o come in Star Trek La Nenesi sarà il prodotto dei suoi geni a combinare i migliori casini. Eva, malconsigliata da un serpente, coglie la mela della conoscenza e ne offre un morso anche ad Adamo. A quel punto, arriva Dio arrabbiatissimo e dice che è meglio cacciare l’uomo dall’Eden prima che mangi anche il frutto della vita eterna e divenga uguale a noi (non si capisce perché Dio qui cominci ad usare il plurale maiestatis, ma è così nelle tre bibbie che ho controllato in biblioteca e in quelle due che ho visto su internet. Si pensa ad una multi-personalità paranoide (scherzo) o anche al fatto che probabilmente la parola Heloim era il plurale di El e che quindi il Dio della bibbia fossero in realtà gli dei della bibbia (non scherzo), ma questa è un’altra storia). L’uomo esce dalla casa del grande Fratello e a quel punto Dio si ricorda del perché l’aveva creato: perché senza di lui la storia era poco interessante, senza di lui nessuno avrebbe seguito lo show e, in realtà, senza di lui, senza l’uomo, la storia non avrebbe potuto nemmeno essere scritta, dato che Dio non si appunta niente, figurarsi se si mette a scrivere un libro. Sostiene di essere onnisciente e quindi di non averne bisogno (Ma quando dice così, non chiedetegli cosa ha mangiato l’altro ieri a cena perché si incazza come una bestia).

Finisce come nelle migliori gerarchie, ognuno dà la colpa al suo sottoposto: Javè dà la colpa ad Adamo, come se si potesse dire a qualcuno di abitare in un giardino e non mangiarne i frutti, Adamo dà la colpa ad Eva, come se fosse una colpa andare alla ricerca della conoscenza ed Eva se la prende col serpente, che poverino aveva solo dato un consiglio che poi, oggettivamente, si è avverato. Ripeto quello che dice lo stesso Dio: cacciamo l’uomo, altrimenti mangerà dell’albero della vita eterna e diventerà uguale a noi (…per paura che poi non avesse padrone, lo fermò con la morte e inventò le stagioni…F.De André Il Blasfemo).

Come sempre succede, a fare del bene agli altri ci si rimette, come recita il proverbio: nessuna buona azione rimarrà impunita. Dio è il salvatore, il serpente diventa sinonimo d’inferno, di diavolo, di avversario e di condanna. Sicuramente ai primi sindacalisti è toccata la stessa sorte: era colpa loro se il buon padrone si arrabbiava. E fin qui c’è della splendida epica in un qualche modo coerente. Poi però arriva la seconda generazione di uomini e l’autore perde un po’ di lucidità, dà per scontate un paio d’informazioni tutt’altro che trascurabili o, per dirla come i giovani moderni, la butta in caciara. Generazioni e generazioni di bambini oltre che di scienziati e di semplici lettori si sono posti e continuano a porsi, appena gli viene descritta la scena post edenica, la stessa, identica, semplice domanda: ma come ci si riproduceva all’epoca di Caino e Abele?

Che poi non è del tutto vero, Abele muore, Caino viene esiliato e crea una città (come? Da che cosa? Chi sono gli abitanti? Non erano loro i primi uomini? Vi siete scordati di raccontare un pezzo di storia?) e, tra le tante, crea anche una stirpe di musicisti (forse il rock è il vero discendente di Caino). Adamo ed Eva, in seguito alla disgrazia ricevono da Dio la grazia di un nuovo figlio: Set che, data l’assenza di informazioni riguardo la sua signora, possiamo supporre si riproduca per mitosi (forse voleva dire questo la frase Andate e moltiplicatevi… se possibile come amebe). Si giunge così all’unica spiegazione possibile: all’inizio l’uomo era un virus.

Non si capisce bene come ma a un certo punto la riproduzione umana ritorna nei canoni che ci sono più familiari: Abramo torna ad avere un estremo bisogno di Sara per proseguire la sua schiatta. In poche parole, a parte il parassitismo simbiotico di Alien, nelle prime pagine della genesi ci sono già le principali forme riproduttive utilizzate dalla fantascienza: riproduzione per mitosi e clonazione, per non parlare delle somiglianze tra la nascita di Adamo e il mostro di Frankenstein. Per arrivare ad Alien, e cioè a un corpo alieno immesso direttamente del ventre della donna senza passare dalla vagina e uscito dal ventre femminile, sempre senza passare dalla vagina lasciando la donna vergine, ci sarà bisogno di aspettare il vangelo. Certo Ridley Scott ha reso la scena un po’ più splatter di come l’abbiano raccontata Matteo o Luca, forse gli evangelisti hanno trovato inutili le due bocche, gli artigli e la testa allungata, ma il succo più o meno resta lo stesso. Noi non sappiamo come sia andata realmente, la nostra idea è che la Madonna, sotto il vestito azzurro e lo sguardo angelicato, avesse una quarantina di punti sul ventre e naturalmente l’imene incorrotto, la prima sopravvissuta ad un cesareo ante litteram.

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About the Author

Luca Colafrancesco

Luca Colafrancesco nasce a Sora nel 1984, giusto 755 anni prima la città era stata distrutta e poi ricostruita da Federico II di Svevia. Stranamente Luca non trova macerie. Sopravvissuto in modo così spericolato a una tragedia postuma ora fa l'animatore, scrive cose, vede gente e, soprattutto, alleva Jack Russell.



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