music Kangding-Ray

Published on luglio 1st, 2013 | by Chiara Antonante

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Kangding Ray @ International Feel Museo Marni – Firenze 2013

Kangding Ray, pseudonimo di David Letellier, è un musicista (chitarrista e batterista) francese, ma di adozione berlinese. Definito “una via di mezzo tra il sensibile e il digitale”, si avvicina al mondo dell’elettronica nel 2006 con l’etichetta marcata Alva Noto dal nome Raster Noton, per cui produce l’album Stabil, ma raggiunge il successo con Or, prodotto sempre per la Raster Noton, nel 2011.
Personalmente, lo conoscevo per la sua collaborazione con un’altra etichetta di tutto rispetto, la Stroboscopics Artefacts (https://soundcloud.com/stroboscopicartefacts), per la quale ha prodotto nel 2012 Monad XI ed è di prossima uscita (il 15 aprile) Tempered Inmid. La sua è un’elettronica scura, quasi eterea, accompagnata da ritmi che ricordano un qualcosa di tribale e primitivo, e che porta la mente a perdersi in oscurità accecanti. I suoi dj-set sono potenti e raffinati, impossibili da non ballare. Se vi siete persi il suo ultimo dj-set al Boiler Room, ascoltatevelo:

Tanto mi piace che, appena ho saputo che sarebbe venuto a suonare a Firenze in occasione della seconda edizione di International Feel (al Museo M. Marini), mi son detta “perchè no?”
E per fortuna che ci sono andata, superando la pigrizia mentale di prendere un treno.
Breve intro (strettamente necessaria): il Museo Marini è situato nella ex chiesa di San Pancrazio (Firenze), e la fondazione che lo gestisce ha il compito di promuovere manifestazioni culturali ed esposizioni dedicate ad artisti e tematiche dal Novecento alla contemporaneità, che hanno luogo nella sottostante cripta. International Feel è una rassegna di musica e arte contemporanea, che l’anno scorso ha visto la partecipazione di Alva Noto come artista apripista. Niente male. E niente male anche i nomi che si sono affacciati nell’edizione 2013 (tra i quali Andy Stott).

Il 16 Marzo è stata la volta di Kanding Ray, con l’apertura del duo italiano Apin Folks (davvero molto suggestivo). Kangding non ha deluso le aspettative: il set è stato un susseguirsi di atmosfere dark e raffinate che hanno dato via via spazio alla cassa dritta, tanto che anche il pubblico (per lo più radical-chic, poco inclini allo sculettio) non ha potuto a lungo trattenersi dal ballare. Se poi ci metti i visual, perfetti nella loro essenziale geometricità e portati dallo stesso Kangding Ray, e l’atmosfera del Museo Marini, ciao.
L’unica nota negativa, a mio avviso, è stata la scelta dell’orario (21–24): troppo presto l’orario di apertura e troppo corta la performance.

[music2#18]

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About the Author

Chiara Antonante

Musica, visual art, live performance, dj-set. Tutto quello che mi sembra essere interessante da raccontare, ve lo racconterò, prediligendo la musica. Che è la mia passione da sempre: qualche serata italiana, tante serate germaniche, dato che sto di base a Berlino. Ho studiato economia, desiderando segretamente di laurearmi in lettere classiche. Ascolto techno, dub techno, experimental ambient e IDM con un amore eterno per la dub e reggae roots.



One Response to Kangding Ray @ International Feel Museo Marni – Firenze 2013

  1. Jannis says:

    Chiarissima, Chiara!!

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