art Økapi-Simone-Memè

Published on dicembre 6th, 2016 | by Leonardo Vietri

0

Intervista a Økapi e Simone Memè

Intervista sul concept “Pardonne moi, Olivier – 16 oiseaux pour Olivier Messiaen”

Il suono degli uccelli può diventare musica? Certamente sì, ad ascoltare le creazioni di Oliver Messiaen, compositore francese del XX secolo che ha lasciato un’eredità complessa e una sterminata musicografia dove mescolava la musica colta con i suoni degli animali colti nei loro habitat.  

Il viaggio nei mondi sonori di Oliver Messiaen ha spinto Økapi, turntablist e artista del campionamento conosciuto a livello internazionale, a comporre una vera e propria parabola plunderfonica dentro cui miscelare con abilità i frammenti di opere provenienti dai canoni sonori e artistici più disparati. Una ricerca che in qualche maniera lo accomuna all’operazione di catalogazione dei suoni ornitologici intrapresa dal visionario Messiaen.

Il risultato è stato il concept album “Pardonne moi, Olivier 16 oiseaux pour Olivier Messiaen” di Økapi & Aldo Kapi’s Orchestra: una ricerca durata mesi che ha trovato una convergenza con la sperimentazione visiva di Simone Memè, membro del collettivo romano dei More*TV*v, da sempre manipolatore di immagini. Ad accompagnarli sul disco in uscita a dicembre per OFF, anche la chitarra istrionica di Mike Cooper e Geoff Leigh alla voce e ai fiati.

Økapi-Simone-Memè-messian

.Ecco l’invervista al duo Økapi e Memè, concessa prima dell’apertura della stagione di Circuiterie, al Nuovo Cinema Palazzo (Roma).

Come è nata l’ispirazione per questo lavoro?

Økapi: “Pardonne-moi Olivier!” è nato più o meno 3 anni fa dopo una felice esperienza con il progetto plunderfonico “Opera Riparata”, un tributo a Bruno Munari dedicato alla musica d’opera, che vedeva inizialmente la presenta di altri vj (Infidel e Unz::snu, quest’ultimo dello stesso collettivo More*TV*v di Simone). L’idea di rendere “altro” l’esperienza sonora di Messiaen e associare la sua produzione musicale ad una ottica moderna e “post-classica” è l’intento di base. Come per il progetto sull’Opera anche in questo caso la componente pop è comunque imprescindibile.

Devo dire che ho sempre adorato la musica di Messiaen e finalmente sono riuscito, dopo lunghi intenti, nel confrontarmi con la sua “étrange production”. Ho così saccheggiato la sua intera produzione musicale, cercando di estrapolare le sue rare ma intense implosioni e aperture emotive e farne qualcosa di acusticamente nuovo ma sempre con riverente rispetto.

Cosa ha fatto scoccare la scintilla tra di voi per collaborare a questo progetto? Se i suoni fossero immagini cosa viene in mente ad Økapi – e viceversa se i visuals suonassero, quali sarebbero le musiche immaginate da Simone?

Økapi: A progetto ultimato è ormai davvero difficile definire il confine tra ciò che è immagine e ciò che è suono. Penso che il nostro sia stato un incontro fortuito grazie ad un approccio caratteriale basato su una buona complicità d’intenti e su una comune visione lirica. Questa interazione palindroma avviene dopo anni di collaborazioni non sempre vincenti.

Quali sono i vostri background artistici e i vostri punti di riferimento culturali?

Økapi: Dopo i cinquanta anni per quel che mi riguarda, soprattutto grazie a quel che faccio musicalmente, si perde coscienza di quante influenze e riferimenti si siano attraversati negli anni. Sono davvero tanti i percorsi e nominare solo quelli che ricordo ora sarebbe riduttivo!

Simone Memè: Sicuramente tutte le avanguardie cinematografiche da quelle degli inizi ‘900 fino a quelle che ancora non esistono. Alcune certamente rimangono in memorie più di altre: Hans Richter, Len Lye, Norman McLaren, Viking Eggeling, Man Ray, Rene Clair, Fernand Leger, Walter Ruttmann, Paolo Gioli, Jan Švankmajer.

Økapi-Simone-Memè

Come entra l’elemento naturale dentro le vostre composizioni? Messiaen usava come principale fonte di ispirazione l’acqua e il vento, oltre gli uccelli.

Økapi: In questo caso di veramente naturale ci sono soltanto suoni di uccelli, e sono quelli che danno il nome alle tracce. Ho cercato, come per le trascrizioni nei “cataloghi per uccelli” dello stesso Messiaen, di ricreare un inventario meta-ornitologico, apparentemente filologico e didascalico ma in realtà totalmente intangibile nella sua soluzione.


Come avete approcciato questo lavoro, è venuta prima la colonna sonora e poi quella video? Qual è stato il vostro modus operandi?

Økapi: C’è stato un primo momento creativo puramente musicale (di ricerca delle sorgenti e compositivo). Qualche tempo dopo Simone ha iniziato una simile profonda ricerca, iconografica, immaginifica e simbolica del chimerico mondo ornitologico. Abbiamo così iniziato, dopo diverse sedute di improvvisazione, a ragionare su come integrare questi infiniti suoni ed immagini raccolti, con la poetica mistica di Messiaen.

La scansione dell’opera “Pardonne moi, Olivier” prevede tre momenti distinti, denominati Amour Humain, Amour Divin e Amour de la nature. Sono prese dagli originali spartiti di Messiaen oppure è una vostra decisione?

Økapi: Questi tre stati poetici – amore umano, amore divino e amore per la natura – hanno accompagnato Messiaen durante tutto il suo percorso sia di vita che compositivo. L’amore umano (un po’ come il mito di Tristano e Isotta) è nato come contrapposizione all’amore divino (raccontato negli anni attraverso un bizzarro percorso allegorico e contemplativo) inizialmente teorizzato e assolutizzato dall’autore.  Ed è invece nell’ultima parte della sua vita che l’autore approfondirà l’ammirazione profonda per la natura.

Qual è il loro senso, all’interno dell’economia della composizione, quali sono le peculiarità musicali o di contenuto che le caratterizzano?

Simone Memè: Per quel che riguarda le immagini, l’amore umano è caratterizzato da contenuti prettamente relegati al mondo dei documentari naturalistici, quindi con pochi interventi alterativi di carattere grafico cercando di mantenere un approccio visivo piuttosto enciclopedico.

Quello divino è il suo esatto opposto, ossia l’esasperazione della grana artificiale e la conseguente speculazione sulle immagini; tutto diventa più immaginario e immateriale…

Il terzo movimento sulla natura è in qualche modo la celebrazione della fusione di questi aspetti spirituali e non, quasi a concederne una conferma liberatoria, ma il tutto resta comunque sospeso in una forma astratta non risolta.

Økapi: Lo stesso processo è stato sviluppato per la colonna sonora, rispettando i tre movimenti indicati da Messiaen che vede saccheggiata l’intera sua produzione musicale oltre ai suoni della mia fantomatica e immaginaria orchestra, quella che io chiamo la “Aldo Kapi Orchestra”.

Data la particolarità del progetto, dove intendete metterlo in scena?

Økapi: Ovunque vogliano proporlo, forse meglio se non sempre relegato in contesti di musica “altra”. Anzi saremmo decisamente felici nel proporlo nelle scuole, nei centri studi ornitologici o comunque per un pubblico variegato.

.

Link utili

http://www.slap-press.com/messiaen.html

http://www.slap-press.com/opera.html

http://www.okapi.it/aldo-kapi/

okapi-simone-meme-messiaen-disc

Amour humain
01 – A-Melospiza melodia
02 – B-Sturnus vulgaris
03 – C-Rallus limicola
04 – D-Setophaga virens
05 – E-Numenius americanus
Amour divin
06 – A-Pluvialis dominica
07 – B-Picoides pubescens
08 – C-Megascops kennicottili
09 – D-Pipilo erythrophthalmus
10 – E-Lagopus lagopus
Amour de la nature
11 – A-Lagopus muta
12 – B-Hylocichla mustelina
13 – C-Gavia stellata
14 – D-Catharus minimus
15 – E-Buteo platypterus 
16 – F-Contopus cooperi






.


About the Author

Leonardo Vietri

Madre brasiliana, padre italiano, cuore statunitense, ubicato dalle parti della San Francisco Bay Area. Come Jonatham Lethem prima di me - rimango folgorato sulla via di Damasco dall'opera del grande Philip K. Dick, a cui dedico una tesi sperimentale (si passa in rapida successione dalla letteratura al cinema, dal fumetto alla musica, dalla videoarte al djing) di laurea quinquennale in Scienze della Comunicazione. Instancabile motore culturale, negli ultimi 15 anni ho partecipato a numerosi Festival e rassegne di cinema, musica e arte emergente collaborando inoltre con alcuni tra i laboratori creativi più interessanti della capitale (Aye Aye - Installazioni Interattive e Laboratorio Linfa) e con associazioni culturali impegnate a migliorare il mondo (Ecologia In Viaggio Onlus su tutte). Appassionato di giornalismo ho scritto di musica, cinema, libri, fumetti e stili underground per molte testate e fanzine tra cui Fucine Mute, Satyrnet, Nerdsattack, Wings of Magic, Vintage!, Zero6, LeCool Roma. Al momento mi occupo di Marketing e Comunicazione aziendale e suono l'ukulele per puro divertimento. Ah, essendo nato a Rio de Janeiro, sono "carioca da gema"!



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to Top ↑