food hamburger

Published on ottobre 15th, 2013 | by Giada Vargiu

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Hamburger: tutti dicono street food

Hamburger: una storia iconica. McDonald’s o Wendy’s non hanno naturalmente inventato l’hamburger. La sua storia è una lunghissima strada mitologica. Da tipico piatto della città di Amburgo e dei suoi immigrati, a pranzo consumato ai bordi delle fabbriche, diventando street food per la pausa pranzo. A partire dal 1921, arrivano i primi punti vendita di White Castle nell’area del Midwest, poi le striscie di “Popeye The Sailor” con il personaggio di Poldo Sbaffini creato da J. Wellington Wimpy, e tanti Drive-in. Così cambia una reputazione e arriva irrefrenabile la sua consacrazione culturale nel 1973 con “American Graffiti” per la regia di George Lucas. Icona “americana” prediletta, esplosa e lacerata in “Pulp fiction”, amata in tutte le sue versioni, ma anche fortemente criticata. Per scoprire la cronistoria illustrata dell’hamburger: qui.

Hamburger Design: sperimentazioni di immaginazione. La noia porta consiglio a due designer francesi che decidono di cucinare, fotografare e pubblicare variazioni di hamburger mai visti prima. Ogni venerdì sul loro sito Fat and Furious burger arrivano hamburger iconici, cinematografici, favolosi. Si ispirano all’attualità, alla cultura popolare e a tutto ciò che può prendere forma in un hamburger in carne e salse. Burgiving in occasione del Ringraziamento, Brrrrger per fare il verso ai vampiri oppure l’hamburger dedicato a James Bond con Caviar des Pyrénée, polipetti e crème fraîche.

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Hamburger a stelle e strisce, ma non troppo. La lunghissima storia d’amore tra hamburger e Stati Uniti sembra aver raggiunto una svolta. Le vendite di hamburger di manzo presso le maggiori catene di ristoranti, da Burger King a Wendy’s, sono complessivamente diminuite del 28% dal 2006 al 2011, a fronte di un aumento di traffico nelle stesse catene del 3,7%. Questi i dati di un recente studio di Hudson Institute, secondo il quale l’economia statunitense di hamburger e patatine fritte sarebbe in declino, a favore di più gradite proposte a basso contenuto calorico. “It’s Just Good Business”.

Hamburger artificiale: ultime frontiere della scienza. Il 6 agosto 2013 è la data dell’assaggio del primo hamburger completamente artificiale, realizzato coltivando in laboratorio cellule staminali provenienti dal muscolo di un bovino. Non ha ancora il sapore e la consistenza di un autentico hamburger, ma la carne artificiale potrebbe risolvere il crescente fabbisogno di carne al livello mondiale.
Hamburger modernista: una ricetta secondo la scienza contemporanea in cucina. In occasione dell’uscita di “Modernist cuisine: The Art and Science of Cooking” nel marzo del 2011, “The Wall Street Journal” pubblica la ricetta dell’Hamburger del XXI secolo in versione interattiva. Da non perdere.

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About the Author

Giada Vargiu

Dopo un master al Gambero Rosso di Roma, esplode la voglia di scrivere e condividere viaggi, esperienze foodie e appuntamenti. Attualmente si occupa di social media, web editing e marketing come consulente nel settore enogastronomico per Food Confidential. Sempre alla ricerca di nuove avventure e nuovi indirizzi da scoprire all’insegna di una sanissima follia per il mondo del vino e del cibo.



2 Responses to Hamburger: tutti dicono street food

  1. Luca says:

    Bellissimo articolo! Da operatore del settore ti dico che sono molto contento della perdita di consensi da parte di questo alimento che ha contribuito a diffondere obesità e malattie metaboliche negli USA e in tutto il mondo. E’ comunque parte della storia alimentare del nostro pazzo mondo :)

  2. Giada says:

    Ciao sono l’autrice dell’articolo. Grazie per il complimento! Osservando il settore, ti posso dire che secondo il mio parere la perdita di consensi è relativa agli hamburger delle multinazionali statunitensi, non alle versioni artigianali con prodotti di autentica qualità. Sinceramente, penso che le ragioni dell’obesità e delle malattie metaboliche siano molto più complesse. Come complesso è questo mondo

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