innovation Gods Will Be Watching

Published on settembre 11th, 2013 | by Roberto Ingrosso

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Gods Will Be Watching

Cosa avete fatto negli ultimi due giorni? Di produttivo, intendo. La risposta più probabile è “ben poco”, complice il caldo asfissiante che se non porta al mare, ci costringe all’immobilità motoria e intellettuale. Ma anche nel resto dell’anno è difficile completare un qualsivoglia progetto nel giro di 48 ore. Ebbene, non sono dello stesso avviso nella comunità del Ludum Dare (titolo latino, che fa figo), un vero e proprio concorso che spinge i partecipanti a realizzare un videogioco fatto e finito in non più di due giorni, da soli, utilizzando materiale originale ed attenendosi ad un tema che cambia da edizione ad edizione. Accanto alla competizione dura e pura, si svolge una manifestazione più rilassata, la cosiddetta “Jam”, a cui possono partecipare team di sviluppatori ed il cui tempo limite è di 72 ore. È durante l’ultima Jam, lo scorso aprile, che è stato sviluppato “Gods Will Be Watching”, atipica avventura grafica a tema “minimalismo”.

L’incipit narrativo di “Gods Will Be Watching” è semplice: un gruppo di colonizzatori spaziali si ritrova bloccato sulla superficie di un pianeta ostile e la loro unica speranza di salvezza è la riparazione della radio con cui chiedere soccorso. Nonostante il compito da portare a termine sia semplice, le difficoltà che i nostri devono affrontare sono tantissime: bisogna preoccuparsi di mantenere acceso il fuoco dell’accampamento, procacciare il cibo necessario alla sopravvivenza e prestare attenzione al diffondersi di una malattia tipica del pianeta che porta alla morte nel giro di pochi giorni, ma soprattutto non bisogna trascurare il morale della truppa.

È proprio questa la meccanica più interessante e caratterizzante del titolo. L’opprimente atmosfera del mondo alieno e della situazione di costante pericolo porta gli avventurieri ad una costante perdita della loro sanità mentale, fino al punto in cui, colti dalla disperazione, fuggono dall’accampamento verso morte certa. La perdita di un componente del gruppo è qualcosa da evitare, dal momento che ognuno dei personaggi a nostra disposizione ha la possibilità di effettuare un’azione utile alla sopravvivenza, ed è quindi necessario spendere alcune delle azioni disponibili nell’arco della giornata per tenere su il morale. Per rincuorare una persona basta farci una chiaccherata e perdere un turno, mentre al costo di tutte le azioni della giornata è possibile utilizzare la nostra psicologa per effettuare una terapia di gruppo.

D’altra parte però ognuno dei nostri compagni è una bocca in più da sfamare, dunque possiamo prendere la decisione estrema di liberarci di chiunque non sia considerato indispensabile, al costo di un repentino crollo del morale di tutti gli altri.

La ricerca dell’equilibrio fra la sopravvivenza dei nostri compagni e la sopravvivenza della nostra persona (il giocatore interpreta il comandante del gruppo), nella costante scarsità di azioni effettuabili ogni giorno, è la principale sfida da affrontare per cercare di avere successo e assistere all’arrivo dell’astronave di soccorso.

Gods Will Be Watching

La commistione tra un gameplay minimale (l’interazione si limita al cliccare su uno dei compagni e scegliere l’azione da fargli effettuare fra quelle a disposizione) e un’atmosfera assolutamente convincente nell’opprimere il giocatore e fargli sentire in maniera palpabile l’effetto delle sue azioni ha fatto sì che “Gods Will Be Watching” riscuotesse un successo che è andato ben oltre le aspettative, portando gli sviluppatori spagnoli di “Deconstructeam” a lanciare una campagna di finanziamento su Indiegogo allo scopo di far evolvere il concept in un gioco completo.

Inutile dire che la campagna è terminata in maniera trionfante: gli sviluppatori hanno raccolto poco più di 20.000 euro contro gli 8.000 richiesti, ma soprattutto hanno guadagnato un publisher ufficiale. L’americana Devolver Digital (lo stesso publisher di “Hotline Miami”) ha infatti deciso di finanziare e produrre il titolo, mettendo i soldi necessari affinché Deconstructeam implementi tutti i contenuti che si era prefissata nel caso la raccolta fondi avesse raggiunto traguardi oltre le sue più rosee aspettative.

Insomma, un bel gioco ed una bellissima storia di successo per un gruppetto di ragazzi che hanno riversato nella loro opera tutta la passione a loro disposizione. Che aspettate, giocateci e commentate, dicendoci in quanti giorni avete trovato la salvezza…e con quanti morti sulla coscienza!

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About the Author

Roberto Ingrosso, in arte Johnny Cicala, è uno sviluppatore Android per lavoro, un matematico per formazione ed un videogiocatore per natura. Tra la creazione di un’app e l’altra, continua a seguire l’evoluzione del mondo videoludico destreggiandosi tra le saghe storiche e la nuova scena indipendente.



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