tales fragile di costituzione

Published on ottobre 9th, 2014 | by Dino Petraroli

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Fragile di costituzione – Cap_IV – L’invito

Come si riceve il primo invito a un incontro segreto di corrieri rivoluzionari?

La domanda è lecita, come è lecito rispondersi in modo tutt’altro che convenzionale, facendo anzi ricorso alle ipotesi più bizzarre. Ed è proprio nel bel mezzo di queste fantasie inesplose che vieni travolto dalla banalità della realtà. Del resto le aspettative sono quel pericoloso intrico di congetture taciute, specie a se stessi, destinate inesorabilmente a essere disattese, talvolta in positivo, ma spesso con somma delusione dell’autore.

Nel mio caso la convocazione arrivò sotto forma di email impersonale, di quelle rivolte a un numero imprecisato di destinatari dalle coordinate occultate. “Cena” era l’oggetto del messaggio, mentre in cima allo stuolo di invitati invisibili troneggiava indiscusso il mio indirizzo di posta elettronica nuovo di zecca; era stato T Zero in persona a dettarmi quell’indirizzo al Museo della Scienza, tra un binario morto e un vagone più vecchio del nonno di mio nonno, chiedendomi di registrarlo appena fossi tornato a casa.

Si trattava di un invito a cena dai toni amichevoli, tanto da far presumere una discreta familiarità tra i convenuti, ma non sufficiente a omettere tutte le informazioni utili sul luogo dell’evento. Devo averlo riletto almeno tre volte in cerca di qualche dettaglio che ne svelasse il segreto; devo aver perfino pensato che si trattasse d’altro, forse a scrivere con quel nome sconosciuto – Diana_9 – era qualcuno che non vedevo da tanto, troppo tempo. Ma nessuno conosceva il mio nuovo indirizzo, nessuno tranne T Zero.

Dunque era fatta, sarei entrato a far parte di un gruppo misterioso di persone misteriose che fanno cose misteriose. Chissà quali intriganti scenari celava quell’invito così semplice, chissà se mi attendeva una qualche forma di iniziazione, magari una prova di coraggio, o forse d’ingegno. Certo, rischi ce n’erano, come quello di trovarmi in un gruppo di esaltati associati o – peggio ancora – un branco di lobotomizzati che pendono dalle labbra di una famigerata guida. Ma io non mi sarei mai fatto fregare, non mi sarei fatto sedurre dall’urgenza di prendere parte a quel qualcosa, me la sarei svignata al primo indizio di cieca ortodossia.

No, dopotutto non ero così stupido o disperato, dopotutto la sera del mio primo incontro con T Zero stavo solo pensando di uccidermi.

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About the Author

Dino Petraroli

Quasi tutti mi chiamano Dino, ho trenta anni e scrivere mi fa bene. Ho studiato per un po' e ho pure rimediato qualche pezzo di carta. Negli ultimi dieci anni la mia casa è stata tra Napoli, Barcellona e Milano. Lavorare stanca ma in fondo mi piace. Resto un aspirante suonatore di parole.



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