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Published on luglio 22nd, 2013 | by Francesca Proietto

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Errare Humanum Est: riflessioni sul cambiamento

Cambiamenti politici, economici, ambientali … tutto cambia: ma ne siamo sicuri?

Se per definizione il cambiamento è un mutamento, una trasformazione, è altrettanto vero che in natura tutto è in continuo divenire, tutto cambia, si trasforma.
Ma ne siamo davvero sicuri? Proviamo a fare un piccolo parallelo fra la cronaca dei libri di storia e quella dei nostri giorni e vediamo cosa succede: siamo davvero cambiati?

65 milioni di anni fa, a causa di cambiamenti climatici e delle farfalle, scomparivano i dinosauri per lasciare il pianeta ai mammiferi; il 7 marzo 2011, secondo l’ente U.S. Fish & Wildlife, il coguaro dell’est si è ufficialmente estinto. Cambiamenti climatici e attività venatorie illecite di un mammifero, l’uomo, ne sono state la causa.

Nel 46 A.C. una signorina egiziana molto avvenente veniva portata al cospetto di un uomo politico romano molto influente, avvolta in un tappeto e pronta a concedere momenti di gioia e divertimento in cambio di protezione. I soggetti in questione erano Giulio Cesare e Cleopatra. Come tutti sappiamo, la faccenda causò gravi danni al politico.

Il 24 giugno 2013 l’ex Premier Silvio Berlusconi, viene condannato a  7 anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici, per aver consumato cene galanti in compagnia di una minorenne, finta nipote di un tal moderno faraone. Non saranno le 44 coltellate di Bruto, ma la Boccassini non ha perdonato, come allora il lassismo repubblicano.

27-28-29 luglio 1830. I parigini scendono in piazza contro Carlo X, il re figlio della rivoluzione francese, accusato di atti incostituzionali. Il movimento di opposizione si trasformò in rivoluzione repubblicana. Carlo X fu costretto a fuggire, i deputati liberali presero le redini della rivoluzione e conservarono la monarchia costituzionale al prezzo di un cambio di dinastia. Non era di certo la nuova rivoluzione francese, ma i parigini furono soddisfatti di aver imposto il loro volere per la seconda volta in pochi anni.

Egitto, 3 luglio: colpo di stato nella rivoluzione.
Dopo giorni di manifestazioni e scontri in piazza, il capo del consiglio militare supremo Abdel Fatash al Sissi, ha destituito il Presidente islamista Mohammed Morsi, il primo capo di Stato egiziano eletto con libere elezioni. Viene sospesa l’attuale Costituzione e nominato un governo ad interim guidato dal presidente della corte costituzionale Abdly Mansour.

E noi? Questa rivoluzione e le altre notizie le abbiamo lette, viste, ascoltate sui nostri telefoni, tablet, computer e televisioni.

Quella che si è soliti chiamare “la comunicazione in streaming” o “live”, la comunicazione democratica dove tutti possono dire la propria.
Ma sarà vero?
Nel 1455 il signor Gutemberg inventa la stampa a caratteri mobili. Una delle più grandi scoperte dell’umanità: la conoscenza e l’informazione potevano essere riprodotte rapidamente, in modo più economico, e perciò alla portata di tutti. Quest’invenzione influenzò la conoscenza umana in modo totalizzante; favorì la diffusione di idee, fece nascere i movimenti rivoluzionari e i loro giornali, aiutò dittature e il movimento del ’68.

Nel 1969 vi fu il primo collegamento dei primi computer tra quattro università americane: nasce internet, il mezzo di comunicazione più democratico della storia dell’umanità, quello che nel 2011 ha portato alla primavera araba, che dà voce a tutti e che rende tutti uguali. Ma poi una mattina di fine giugno del 2013 sulla stampa internazionale arriva una notizia: siamo spiati, viviamo in un grande fratello: inizia il Datagate.

Internet dalla Camelot di Re Artù diventa la rappresentazione del noto romanzo di George Orwell 1984.
Cos’è cambiato?
Possiamo vedere, sentire e parlare con l’altra parte del mondo in pochi click; abbiamo imparato a dominare la natura, abbiamo creato sistemi politici ed economici, ucciso in nome di mille principi, ma alla fine l’unica cosa che, a quanto pare, come esseri umani non siamo riusciti a fare è imparare dai nostri errori.

Foto © Francesco Pistilli

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About the Author

Francesca Proietto

Francesca 33 anni romana d’adozione. Di me dicono che parlo tanto e che ho sempre la risposta pronta. Dopo la laurea in Scienze Politico Internazionali, ho capito che la Diplomazia non era il mio forte e mi sono creata il mio piccolo regno lavorativo. Sono una freelance: la mia specializzazione dovrebbe essere il cambiamento (sulla carta sarei un Change Manager), di fatto mi pagano per parlare a del personale annoiato e per trovare soluzioni! Curiosa per noia patologica, vorrei sapere di tutto un po’, ma la mia maleducazione tecnologica, mi rende ancora dipendente dai cari e vecchi libri. Adoro fermarmi a guardare il mondo che si muove intorno a me e di questo cercherò di parlarvi.



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