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Published on ottobre 2nd, 2013 | by Valentina Chianese

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DE BELLO FALLICO, LA CRISI PD / PDL

Dichiarazioni di un par di membri del PD in queste ore di crisi:
“Intanto, credo si debba dire che questo comportamento di Silvio Berlusconi e della maggioranza del Pdl sia un comportamento irresponsabile. Si antepone l’interesse di un uomo e l’interesse di un partito a quello del Paese” Piero Fassino.
“Irresponsabilità impensabile”, Guglielmo Epifani.
“[…] gesto folle e irresponsabile […] finalizzato esclusivamente a coprire le sue vicende personali”. Enrico Letta.
Mannaggia mannaggia, con questo discolo prepotente di Berlusconi non si può proprio ragionare, non vuole rassegnarsi alla soverchiante superiorità politica e strategica del PD. Ma d’altra parte, dopo questi 19 anni in cui “la sinistra” (sic!) ha combattuto una guerra senza quartiere, fra sangue, sudore e lacrime, rendendo la vita del politico Berlusconi un vero e proprio inferno, c’era da aspettarselo.
Vogliamo ora riassumere in maniera ultrasintetica le fasi di questo mortale conflitto.
Nel ’94 Berlusconi si candida e vince le elezioni, ma è ineleggibile. Il PDS, spietato, nella giunta delle elezioni dichiara “yo no hablo italiano”. E così via ad ogni elezione fino a 10 minuti fa, cambiando solo la lingua.
Nel ’94 la Corte di cassazione stabilisce che uno dei canali mediaset debba sparire. I successivi governi di sinistra, senza scrupoli e senza pensarci due volte, hanno preso atto di questa sentenza e……. se la sono fatta passare per il cazzo. Ecco le durissime parole con cui viene raccontato l’episodio da uno dei protagonisti: “[…] l’onorevole Berlusconi […] sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, non adesso, nel 1994, che non sarebbero state toccate le televisioni, quando ci fu il cambio di Governo (e la corte costituzionale aveva stabilito che una rete mediaset dovesse essere tolta di mezzo, ndA). Lo sa. Lo sa lui e lo sa l’onorevole Letta. Comunque a parte questo, la questione qui è un’altra. Voi ci avete accusato di regime nonostante, ripeto, non avessimo fatto il conflitto di interessi, avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni, nonostante durante i governi di centrosinistra il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte”. Luciano Violante, 28 -02 – 2002 alla Camera dei Deputati.
Particolarmente brutale l’episodio durante il quale l’aspirante Andreotti D’Alema decise di rapire il derelitto Berlusconi e scaraventarlo nelle segrete dell’Assemblea costituente.
Negli anni, lo scontro etico e morale fra le due sponde del Parlamento è stato vinto a mani basse dalla sinistra. Infatti mentre Berlusconi fa approvare abomini tipo gli sfaceli sulle rogatorie, sulla depenalizzazione del falso in bilancio, la ex Cirielli, gli aumenti dei finanziamenti ai partiti, la legge Frattini, la salva rete 4 post dalemiana e la Gasparri 2, lo scudo fiscale e tutte le altre altrettanto spaventose norme che sono state bloccate dalla consulta e dalla Corte costituzionale, il centro sinistra, dall’alto della sua torre d’avorio, risponde colpo su colpo con riforme illuminate che si stagliano nel panorama dello statismo mondiale: la legge Maccanico, la salva rete 4 di d’Alema, la depenalizzazione dell’abuso d’ufficio, l’introduzione del patteggiamento in Cassazione, l’ammorbidimento delle pene per le violazioni degli obblighi contabili, l’indulto e insomma quella serie di mortali colpi inferti alla disonestà berlusconiana. Infatti Berlusconi sparisce da……………..da un cazzo di niente, sta là.
Memorabile però l’onorevole dichiarazione di un ancor più onorevole e giovane Enrico Letta, che nel 2005, parlando del suo acerrimo nemico, il simbolo del male che il suo partito ha sempre combattuto fino allo stremo al punto di essere criticato per un ossessivo “vivere di anti-berlusconismo”, confessava: “sembrerà assurdo, ma se non si era ancora capito, io sono un grande fan di Berlusconi. Berlusconi ha fatto la storia d’Italia degli ultimi 10 anni, anche se vorrei che fosse meno sborone e raccontasse meno balle agli italiani. […] Mantengo una linea molto critica con Berlusconi, ma vorrei fargli un appello inedito. Vorrei, a prescindere dall’esito delle prossime elezioni, dicesse subito che lui si impegna a rimanere nella vita politica italiana e a mantenere la sua leadership del Polo. Perché il mio grande timore è che un Berlusconi che pareggi o perda faccia un biglietto per Tahiti. Se Berlusconi facesse questo gesto sarebbe la tomba del bipolarismo italiano. Farebbe precipitare il centrodestra indietro di 10 anni”.
La storia dello smacchiare il giaguaro la tralascerei perché veramente mi metto scuorno io per loro.
Però non dobbiamo perdere la speranza. Nonostante sia in atto una tremenda e irrisolvibile guerra civile, che vede i protagonisti governare ripetutamente insieme ma con odio, dobbiamo continuare a guardare fiduciosi al domani.
Associamoci all’Enrico, e uniamoci a lui nel veleggiare verso nuovi lidi d’amore.
“Dal profondo del cuore lo sento di augurargli anni di serenità, perché quello che in questo tempo chiaramente manca è questo, serenità”. 29-9-2013 Enrico Letta a Berlusconi.

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About the Author

Valentina Chianese

Mi chiamo Valentina Chianese e ho, momentaneamente, 32 anni. Vivo in Molise, dove sono cresciuta, ma ho origini campane. Mi sono laureata in filosofia, con grandi aspettative e risultati fiacchi, e a tempo perso in scienze politiche, con nessun impegno e risultati migliori. Adoro il cinema, la filosofia, la campagna, i gatti (non necessariamente i miei), mangiare e bere ma non è che la musica mi fa schifo. Sono relativista su valori che si approssimano al 100% e sono affamata di complottismo, mi viene spontaneo prendere tutto poco sul serio, comprese la vita e la morte, ma posso diventare feroce quando si tratta dell’AS Roma, che ritengo rappresenti l’ultimo sacro baluardo umano senza il quale dovremmo per dignità estinguerci e lasciare il mondo, appunto, ai felini. Sergio Leone, Nietzsche, Castoriadis, Freud e gli Slayer sono le mie icone di riferimento e spero lo diventino un giorno anche per voi. O anche no.



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