music fka twigs

Published on marzo 11th, 2015 | by Silvia Barolo

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contorsioni. FKA twigs

La aspettavamo trepidanti e siamo andati a vederla ed ascoltarla. Fino a qualche giorno fa ci chiedevamo come potesse essere il live di un’artista, una giovane artista, che ha già le idee ben definite in fatto di uso del proprio corpo, tanto da collaborare alla regia del suo video Papi Pacify (con Tom Beard).

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Un’artista così camaleontica, in fatto di timbro, che riesce ad ottenere un tono remissivo, profondo, come se stessimo ascoltando un lugubre sogno (Papi Pacify), sino a giungere ad una estrema, sontuosa sensualità (Two Weeks). I suoi pezzi si presentano come un lavoro strutturato sotto ogni forma, dalle tematiche dei testi all’aspetto produttivo, in particolare le collaborazioni con Arca in Ep1 appaiono astratte e stratificate, piene di sinuosi beat.

Location degna di nota il Fabrique di Milano, un capannone dell’era post industriale reinventato per ospitare eventi con estrema versatilità, in cui si appoggia la serata organizzata da Radar Concerti e #C2C15.

fka twigs

fka twigs fka twigs fka twigs fka twigs fka twigsFKA-Twigs

All’ascolto dei lavori di Tahliah Debrett Barnett,  ci troviamo di fronte ad un prodotto ottimamente congegnato ed un personaggio tutt’altro che superficiale. Dal vivo si presenta da sola, si presenta come un corpo, un solo corpo, distante, estremamente minimale, illuminata solo da poche luci, in cui si contorce tra vocalizzi leggeri e sussurrati, pieni di pathos, dove si celebra una danza erotica e carnale, senza mai puntare alla seduzione. Con lei tre musicisti alle drum pad che rincorrono un beat stratificato, graffiante ed elettronico. Un suono tagliato, un beat monocromatico, a rendere tutto estremamente elegante, una sorta di avanguardia monotematica. La voce di FKA Twigs si contorce col suo corpo che a sua volta appoggia le sue contorsioni canore, da echi r&b a emissioni trip hop, da fragile a flessibile, a potente, il tutto in un solo gesto, movimento, contorsione.

Nel complesso è stata una bella performance, anche se FKA Twigs si è concessa per una sola ora. La Barnett è un’artista con un buon prodotto, che molto stuzzica grazie alla sua ottima attitudine ad ottenere un suono r&b moderno, di matrice post-dubstep, anche se al momento, in live, appare ancora un po’ acerba, ma decisamente promettente.

P.S., se qualcun* volesse una lezione di ballo da FKA twigs, eccovi accontentati:

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Al cambio si presenta l’aftershow targato #C2C15 e Noisey.Vice. Apre Lorenzo Senni, artista multidisciplinare a capo della prestigiosa etichetta Presto!? che procede nella ricerca dei meccanismi della musica elettronica e dei suoi elementi, per poi lasciare spazio a Mumdance: produttore di punta della “new wave of industrial grime”(un po’ il suono nuovo del momento), che fonda con Logos la Different Circles. Il suo è un percorso singolare, attivo dal 2000 come organizzatore di eventi, si dedica appieno alla musica solo dopo. Il suo stile intellettuale è di non facile lettura, mostra un beat elettronico dal timbro decisamente britannico, ricco di hardcore continuum con frammentazioni ambient. Una destrutturazione sonora di ricerca sugli spazi e sui vuoti che li interconnettono. In un unico pezzo si riescono a distinguere impronte jungle, techstep e d’n’b, fino al bleep sound con frequenti richiami alla house e techno Detroit anni ’90.  Un suono contaminato e curato in ogni dettaglio.

Il 27 marzo avrete l’occasione di ammirare Mumdance ospite della nostra serata AMEN presso l’ H. club in via dei Conciatori 7 a Roma http://goo.gl/dJRLQg  (n.d.r.).

SET LIST:

“Preface”

“Hide”

“Video Girl”

“Water me”

“Lights on”

“Give up”

“Figure 8”

“Numbers”

“Papi pacify”

“Ache”

“Pendulum”

“Kicks”

“Two weeks”

“How’s that”

 

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[music_61#304]

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