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Published on luglio 3rd, 2013 | by Antonino Ricci

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Crisi politica e sociale in Venezuela

Caos in Venezuela l’indomani del voto per le presidenziali che hanno visto Nicolas Maduro, delfino del defunto Chavez, battere per una manciata di voti il volto nuovo della politica venezuelana, Henrique Capriles.
Dopo 14 anni di sconfitte in 18 elezioni il partito della destra borghese “ Prima la Giustizia ”, trascinato dal precoce Capriles, 40 anni appena ma già sindaco e governatore, non è riuscito per 235.000 voti, meno del 2%, a inaugurare la stagione del post chavismo.
Nella notte di domenica 14 Aprile, data dei conteggi ufficiali, lo sconfitto ha annunciato di non accettare il risultato, accusando migliaia di casi sospetti nei seggi, innescando paura e sgomento in un popolo che per metà vive in povertà il sogno rivoluzionario chavista e per metà una straziante ingerenza dello stato.
Accuse che hanno risuonato come un megafono in tutto il paese dando vita a manifestazioni di protesta e a veri e propri scontri di piazza, con scene di guerriglia urbana tra i manifestanti e l’esercito, sceso in campo per difendere l’ordine pubblico.
L’indomani il bilancio era già di 7 morti, 161 feriti e più di 130 arresti; la Procura generale venezuelana si vide costretta ad aprire un’ inchiesta verso i manifestanti per “ associazione a delinquere ” mentre i vertici socialisti sputavano accuse di fascismo verso il giovane leader disegnandolo come istigatore di folle e golpista.
Nonostante il clima incandescente, nel giorno dell’insediamento di Maduro, la Commissione elettorale ha rovesciato una doccia gelata, che lascerà ancora per qualche settimana l’intero Paese in una bolla in sospensione, accogliendo il ricorso di Capriles e riaprendo il conteggio dei voti.
Il braccio di ferro tra i due leader abbraccia un intero popolo e incarna i toni di una sfida anacronistica tra il sogno socialista e la paura del fascismo, entrambe facce di una stessa medaglia autoritaria.
Probabilmente è necessaria una cesura col passato in un paese che vanta altissimi tassi di mortalità, povertà e criminalità, ed è forse indispensabile ripartire con nuove idee sia in politica interna, per esempio favorendo liberalizzazioni, che in politica estera, attraverso una maggiore convergenza con le potenze occidentali.
Nessuno può immaginare come si comporteranno le forze antichaviste, ma nel paese dove la giustizia è un’ appendice dell’esecutivo e dove la carriera politica sfocia in quella giudiziaria, “Primero Justicia ” è un’ottimo punto di partenza.

[social2#21]

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About the Author

Antonino Ricci

Laureato in Scienze Politiche con la passione per la musica il cibo e il buon vino.



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