photo Alfred Eisenstaedt

Published on giugno 19th, 2013 | by Flavia Scalambretti

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Alfred Eisenstaedt : Il giorno della vittoria

Time Square, New York, 15 Agosto del 1945

“Il giorno della vittoria degli alleati sui giapponesi vidi a Time Square un marinaio che correva per strada, acciuffando ogni ragazza che gli capitava a tiro… gli corsi incontro con la mia Leica in mano, ma nessuna delle fotografie che potei scattare mi soddisfaceva pienamente. D’un tratto vidi che afferrava veloce qualcosa di bianco. Mi girai e scattai nell’istante in cui baciava l’infermiera. Se lei avesse indossato un vestito scuro, o lui avesse avuto un’uniforme bianca, la foto non sarebbe riuscita”.

Con queste parole Alfred Eisenstaedt descrisse Il giorno della vittoria, la fotografia più famosa dell’annuncio della resa giapponese.
È il 15 Agosto del 1945, e alle 12.00, ora locale in Giappone, Radio Tokio trasmette la comunicazione dell’imperatore Hirohito: i giapponesi sono disposti ad accettare le condizioni di resa dell’accordo di Potsdam.
Era dall’attacco di Pearl Harbor nel dicembre del 1941 che l’America era impegnata sul fronte del Pacifico. Nella settimana precedente la resa, l’America aveva dato una nuova orribile maschera alla guerra, sganciando le bombe atomiche, tristemente celebri, su Hiroshima e Nagasaki, uccidendo 200.000 persone. L’aspettativa di vita media di un soldato americano in certi punti del fronte giapponese era di circa 3 settimane. Mai nella storia dell’umanità era esistita una guerra tanto feroce ed orribile, nella quale il progresso scientifico e tecnologico fosse stato usato per fini così crudeli. Ogni limite era stato superato, e ci si chiedeva fino a che punto si potesse continuare in quelle condizioni.

La tanto agognata pace, in modo quasi surreale, era finalmente diventata realtà.
La notizia della fine del conflitto fece riversare in strada tutta New York, e l’euforia abbracciò con i suoi festeggiamenti l’intera città. Alfred Eisenstaedt, che fotografa per la rivista Life dal 1936, accorse a Time Square per immortalare quel momento, che in modo così decisivo cambiò il corso della Storia.
Tra la folla notò un marinaio che, preso dall’entusiasmo, baciava tutte le donne, belle e brutte, vecchie e giovani, senza distinzione. Fu quando avvolse un’infermiera in divisa che scattò la fotografia che gli valse la copertina di Life.

Alfred Eisenstaedt

Il marinaio stringe a sé in modo passionale l’infermiera, baciandola in bocca. Con un braccio le cinge il fianco e con l’altro stringe il suo petto a lui, con una sfacciataggine concessagli esclusivamente dal momento storico. Lei sembra divincolarsi, e la gamba destra non poggia a terra, dando all’immagine l’idea del dinamismo della situazione. Intorno al bacio, fulcro della fotografia, si vede Time Square affollata per i festeggiamenti: sulla sinistra due marinai osservano divertiti la scena, mentre sulla destra un’anziana signora sorride all’esuberanza dei due giovani. Non è un bacio d’amore, è un bacio alla gioia di vivere, di vivere una nuova vita, lontano dai timori dei bombardamenti, dalle paure per i figli e gli amici impegnati a combattere al fronte.

Per anni l’identità dei soggetti fu avvolta nel mistero, ma oggi si sa che si tratta di George Mendonsa e Greta Friedman, entrambi ancora in vita.


A nessuno importa che quei due ragazzi, pochi istanti dopo, riprenderanno ognuno la loro strada per non incontrarsi mai più: sono loro il simbolo dell’addio alla più devastante guerra globale di tutti i tempi.

“In molti mi hanno detto che si ricorderanno di questa foto, anche quando io sarò da molto tempo in paradiso” commentò in seguito Alfred Eisenstaedt.

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About the Author

Flavia Scalambretti

Flavia Scalambretti, 23 anni, romana. Laureanda in Scienze della Comunicazione. Fotografa freelance per l'agenzia giornalistica fotografica AGF.



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