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Published on ottobre 7th, 2013 | by Antonino Ricci

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AGENDA DIGITALE ITALIA?

L’ Agenda Digitale è un progetto rivoluzionario di matrice europea finalizzato allo sfruttamento del potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC o ICT), per favorire l’innovazione, la crescita economica e la competitività. L’iniziativa, inserita nella strategia “Europa 2020” e istituita il primo marzo 2012 con decreto del Ministro dello sviluppo economico, prevede la creazione di un mercato unico digitale e la digitalizzazione completa della pubblica amministrazione.

Le parole chiave di questo progetto sono: Infrastrutture e sicurezza, e-Commerce, e-Government Open Data, alfabetizzazione Informatica, Competenze Digitali, Ricerca e Innovazione, Smart Cities and Communities; tutti vocaboli appartenenti all’era del digitale, alcuni dei quali ancora poco conosciuti dai cittadini del bel Paese.

Il punto di forza di questo progetto consiste in un rapporto diretto tra il cittadino e la pubblica amministrazione, per la fruizione completa di un servizio: dalla sua richiesta al suo beneficio. Immaginiamo di poter compiere direttamente e comodamente da casa operazioni come dichiarazioni dei redditi, rinnovi di documenti personali, denunce alla polizia, richieste di prestazioni mediche agli ospedali, iscrizione all’università, senza dover compiere file interminabili agli sportelli. Ai benefici per i cittadini si accompagnano quelli per le imprese: dal pagamento dei contributi dei lavoratori alle tasse, dalle gare d’appalto alle licenze.

Inoltre in tempi di crisi, con i conti pubblici in rosso, l’agenda digitale consentirebbe benefici per circa 70 miliardi di euro: 35 potrebbero arrivare dalla riduzione dell’evasione fiscale e dal miglioramento dell’efficienza della Pubblica Amministrazione, 25 dalla semplificazione della relazione tra enti pubblici, imprese e cittadini (abbattendo di un terzo i costi della burocrazia sostenuti dalle aziende) e la porzione restante dall’aumento di produttività e dalla nascita di nuove start up hi-tech.

Per far sì che ciò accada, è necessario partire dalle fondamenta, quindi dalla liberalizzazione del wi-fi e dalla diffusione capillare di un’internet sempre più veloce e a prezzi sempre più competitivi. Al momento, secondo i dati del commissario dell’Agcom Maurizio Decina, nel nostro Paese la banda larga interessa solo il 55% delle famiglie, contro una media europea del 72,5%, e viaggia con una velocità da tartarughe: 6,2 Mbps di download contro i 22 del Portogallo.

agenda digitale italia

Con l’approvazione alla Camera del “Decreto del Fare”, finalmente sarà possibile collegarsi alla rete semplicemente connettendosi con il proprio dispositivo da qualsiasi accesso wifi gratuito, cosa che per altro già accade in paesi come l’Ungheria, il Portogallo, la Repubblica Ceca, la Polonia e la Slovenia. Qualsiasi esercente, dai bar ai ristoranti, potrà offrire il servizio wifi senza dover garantire la tracciabilità dell’utente. Abbattendo anche quest’ultimo ostacolo (la procedura di autentificazione per l’accesso al wifi), verrà rimosso un freno ulteriore alla diffusione delle reti libere e alla loro fruizione.

Un altro mattone viene poggiato sul grande progetto di digitalizzazione del cittadino, che tuttavia appare ancora lontano dalla sua completa realizzazione. Fiducia, competenza e conoscenza non sono in possesso dei più, e c’è ancora una diffusa diffidenza verso il web che appare come una pesante zavorra. Come possiamo immaginare una fruizione digitale dei servizi senza tali presupposti?!

A queste perplessità si accompagnano le forti aspettative di cittadini e imprese sull’Agenda Digitale, che purtroppo si scontrano oggi con le complessità burocratiche e con la scarsità di fondi. Infatti, non basta approvare una legge per renderla tangibile. Per far sì che una legge funzioni è necessaria la collaborazione delle strutture amministrative, da quelle centrali a quelle periferiche. L’implementazione di una legge, ovvero la sua attuazione concreta, non sempre si realizza, spesso a causa della negligenza dei funzionari pubblici o delle trame di palazzo.

La sensazione che si percepisce è che il progetto “Agenda digitale” possa ingolfarsi com’è oggi la nostra macchina burocratica, poiché la frammentazione delle soluzioni e la polverizzazione dei centri decisionali  rende difficile avviare le profonde trasformazioni necessarie. La matassa è ancora più ingarbugliata per l’Agenda, con sovrapposizione di competenze e responsabilit, che si sparpagliano senza logica tra i Ministeri dell’Economia, della Pubblica Amministrazione, dello Sviluppo e dell’Istruzione. Una confusione spaventosa per l’Agenzia digitale, l’organismo italiano predisposto per la sua attuazione e aggravata maggiormente  dalla sciatteria nella formulazione dello statuto, dai giochi di vertice della cabina di regia ministeriale che la controlla alle denunce alla corte dei conti contro il suo direttore, insieme all’assenza dei decreti attuativi che rendono l’impresa ardua, se non impossibile.

Tuttavia, mentre noi ci preoccupiamo, toccherà a Francesco Caio, “mister Agenda Digitale” e amministratore delegato di Avio, sbrogliare la questione, che, come da lui dichiarato, svolgerà il compito a “mezzo servizio e per passione civile” . L’anomalia italiana continua.

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About the Author

Antonino Ricci

Laureato in Scienze Politiche con la passione per la musica il cibo e il buon vino.



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